Potenza. La casa come primo presidio di autonomia, sicurezza e dignità per gli anziani non autosufficienti. È il messaggio emerso dall'evento finale del progetto PNRR M5C2 - Sub-Investimento 1.1.2 "Autonomia degli Anziani Non Autosufficienti", intitolato "La casa, la cura, la comunità", che si è tenuto oggi presso la Sala Inguscio della Regione Basilicata .
L'iniziativa, che ha coinvolto 125 anziani non autosufficienti distribuiti in sei Ambiti Socio-Territoriali lucani – Alto Basento, Bradanica Medio Basento, Marmo Platano Melandro, Val d'Agri, Vulture Alto Bradano e Lagonegrese-Pollino – ha restituito i risultati di un lavoro capillare costruito nei territori, dentro le case e accanto alle famiglie .
"Gli importanti risultati di questo progetto hanno dimostrato che la propria abitazione può diventare il primo luogo di cura", ha dichiarato l'assessore regionale alla Salute, Politiche della Persona e PNRR, Cosimo Latronico. "La permanenza e la cura a domicilio dell'anziano non autosufficiente non è un'utopia, ma un'azione concreta che si realizza quando il territorio lavora in rete accanto alle famiglie e i dati diventano strumenti di decisione pubblica" .
Gli interventi realizzati hanno riguardato diversi ambiti: la riqualificazione degli spazi abitativi con soluzioni domotiche e tecnologiche per favorire l'autonomia; l'assistenza domiciliare affidata a operatori socio-sanitari per il supporto quotidiano, l'accompagnamento a visite e commissioni, l'aiuto nella gestione dell'ambiente domestico e l'affiancamento nell'utilizzo dei dispositivi tecnologici; attività di supporto gestionale e organizzativo in raccordo con le équipe multidisciplinari e i servizi sociali territoriali; infine, il sostegno psicologico domiciliare per contrastare situazioni di disagio, fragilità socio-relazionale, ansia e isolamento, con un'attenzione rivolta anche ai familiari e ai caregiver .
Un elemento centrale del progetto è stata l'utilizzo della piattaforma Atl@nte, che ha permesso di raccogliere e analizzare i dati relativi agli interventi. "La disponibilità di dati leggibili, aggiornati e condivisi consente di passare dalla rendicontazione alla programmazione, dalla singola prestazione alla visione complessiva del bisogno", si legge nella presentazione dell'iniziativa . Lo strumento si è rivelato fondamentale non solo per monitorare le attività, ma anche per orientare le politiche territoriali e rafforzare l'integrazione socio-sanitaria .
"I risultati di questa iniziativa confermano la necessità di accelerare il superamento di un modello assistenziale ospedale-centrico", ha proseguito Latronico. "La riforma della medicina territoriale, che stiamo attuando, richiede un'integrazione reale tra servizi sociali e sanitari. Attraverso il coordinamento tra Ambiti Territoriali Sociali, Comuni e operatori, è possibile costruire una sanità di prossimità capillare offrendo risposte concrete e sostenibili" .
L'esperienza maturata con il progetto PNRR rappresenta per la Basilicata un laboratorio di buone pratiche, che si inserisce in un più ampio impegno regionale per la domiciliarità. Ne è un esempio il recente via libera al progetto "Telea – Telemedicina e Long-term Elderly Assistance", modello integrato di telemedicina e prevenzione domiciliare rivolto a circa 447 cittadini over 80 affetti da patologie croniche . La sfida, oggi, è trasformare queste esperienze in un patrimonio stabile: un modello di domiciliarità integrata fondato su pianificazione condivisa, integrazione socio-sanitaria, sostegno ai caregiver e uso intelligente dei dati per la programmazione futura dei servizi


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