News | 18 giugno 2026, 17:41

Basilicata, il rilancio della forestazione passa da stipendi certi e giovani: dieci giornate in più per 4mila operai

Il presidente Bardi convoca i sindacati e garantisce la copertura finanziaria fino al 2026. Al via lo studio di un turnover selettivo per ringiovanire il comparto e introdurre nuove competenze. L'obiettivo è passare da 4mila a 2.500 unità efficienti

Basilicata, il rilancio della forestazione passa da stipendi certi e giovani: dieci giornate in più per 4mila operai

Stipendi garantiti fino a fine anno, dieci giornate lavorative in più per tutti gli operai del settore e un piano di ricambio generazionale che guarda al futuro. Sono questi i pilastri dell'incontro che il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, ha tenuto oggi nella Sala Verrastro con i sindacati confederali e le rappresentanze di categoria del comparto forestale. Un tavolo istituzionale che arriva dopo settimane di pressing da parte delle organizzazioni sindacali, preoccupate per la tenuta di un settore che in Basilicata occupa quasi quattromila lavoratori .

Al centro del confronto, la certezza delle risorse. Nonostante le difficoltà del bilancio regionale 2026, la Regione ha trovato le coperture necessarie per garantire il pagamento degli stipendi fino al termine dell'anno per tutte e tre le platee del comparto, comprese quelle di Saap e Asa. Un risultato ottenuto rimodulando quote di bilancio che sarebbero potute confluire in altri settori, una scelta che il governatore ha definito necessaria ma che richiede, ha sottolineato, «massima coerenza da parte di tutti, poiché ogni richiesta deve confrontarsi con le reali disponibilità delle casse regionali e con i bisogni complessivi della comunità lucana» .

Novità significative anche sul fronte delle giornate lavorative. L'accordo prevede un incremento di dieci giornate per l'intera platea, un'ipotesi che già nei mesi scorsi era stata al centro del dibattito tra sindacati e assessorato alle Politiche Agricole . Una misura che dà respiro a un comparto in cui molte professionalità hanno contratti che limitano il numero di giornate lavorative annue, come del resto accade in altre regioni italiane dove il tema è all'ordine del giorno .

Ma è sul futuro che il governatore ha voluto concentrare l'attenzione. La Regione sta studiando un modello di turnover selettivo e progressivamente specializzante, che punta a superare le criticità strutturali del settore. I numeri parlano chiaro: su quasi 4mila operai attuali, circa 700 non sono più idonei alle mansioni più gravose per motivi fisici o anagrafici. Il fabbisogno ideale per il territorio lucano si attesterebbe intorno alle 2.500 unità lavorative attive .

L'obiettivo, come ribadito da Bardi, non è un semplice assistenzialismo o la mera sostituzione di chi va in pensione. Si punta a costruire «una forestazione moderna, efficiente e attrezzata per le sfide future del territorio, offrendo un'opportunità occupazionale per i giovani e dando risposte alle aree interne». Una visione che prevede l'introduzione di nuove professionalità qualificate, in grado di utilizzare macchinari avanzati e tecnologie innovative, e un riequilibrio della presenza del personale sul territorio . Un percorso che i sindacati avevano già auspicato nei mesi scorsi, chiedendo un confronto strutturato sul rinnovo del Contratto Integrativo Regionale di Lavoro e su un turnover che guardi davvero alle competenze .

La sfida, come ha ricordato il presidente, è complessa e richiede un rinnovato spirito costruttivo con le organizzazioni sindacali. Un dialogo che oggi ha fatto un passo avanti decisivo, trasformando le rivendicazioni in impegni concreti. La Basilicata, con le sue aree interne e il suo patrimonio boschivo, non può permettersi di trascurare un comparto che è insieme presidio ambientale, strumento di prevenzione del dissesto idrogeologico e opportunità di lavoro per le nuove generazioni .

Redazione