News | 12 giugno 2026, 17:49

Bonifica della falda a Trisaia, nasce il Sit: oltre 3.900 dati ambientali in una piattaforma condivisa

Firmato l’accordo tra Regione Basilicata, Arpab, Enea e Sogin. L’assessore Mongiello: «Uno strumento operativo per la trasparenza e il controllo in tempo reale»

Bonifica della falda a Trisaia, nasce il Sit: oltre 3.900 dati ambientali in una piattaforma condivisa

Potenza, 10 giugno 2026 – Oltre dieci anni di monitoraggio, una rete di circa settanta piezometri, migliaia di dati analitici. Da oggi tutto questo patrimonio informativo sulla bonifica della falda contaminata del Centro Ricerche Enea della Trisaia, a Rotondella, non è più sparso in relazioni e database separati. È riunito in un’unica piattaforma digitale, accessibile via web, chiamata Sistema informativo territoriale (Sit).

Lo strumento è stato presentato questa mattina nella Sala Inguscio della Regione Basilicata, alla presenza dell’assessore all’Ambiente e alla Transizione Energetica Laura Mongiello, del direttore del Dipartimento Ambiente Canio Santarsiero e dei rappresentanti di Arpab, Enea e Sogin. Il progetto nasce da un protocollo d’intesa firmato dai quattro enti con un obiettivo chiaro: dotare tutti i soggetti coinvolti – istituzioni, tecnici e cittadini – di uno strumento unico e condiviso per seguire l’evoluzione della contaminazione da tricloroetilene e cromo esavalente e verificare in tempo reale l’efficacia degli interventi di risanamento.

La piattaforma, realizzata e gestita da Sogin con tecnologia ArcGIS Online in ambiente cloud, consente oggi di consultare oltre 3.900 dati ambientali raccolti in più di dieci anni di attività. I dati provengono da circa 70 piezometri distribuiti sia all’interno del perimetro del Centro Ricerche Enea sia nelle aree esterne. Un aspetto decisivo, quest’ultimo: il sistema non si limita a monitorare l’andamento della bonifica all’interno del sito, ma controlla costantemente anche le zone circostanti, per verificare che il plume contaminante non oltrepassi i confini dell’area Enea.

E proprio i dati più recenti, caricati da Arpab, confermano l’efficacia del lavoro svolto negli ultimi anni. La contaminazione da tricloroetilene e cromo VI risulta confinata all’interno del Centro Ricerche, senza evidenze di impatto sulle aree esterne.

Il Sit non è però un semplice archivio digitale. Attraverso il sistema WebGIS è possibile scaricare i risultati analitici, visualizzare le stratigrafie dei pozzi, localizzare le barriere reattive installate per il trattamento della contaminazione. L’aspetto più innovativo è la rappresentazione tridimensionale delle caratteristiche idrogeologiche dell’acquifero: soggiacenze della falda, direzioni di deflusso delle acque sotterranee e profondità del livello argilloso impermeabile che funge da confinamento naturale.

«Non presentiamo semplicemente una piattaforma informatica – ha dichiarato l’assessore Mongiello – ma uno strumento operativo che consente di mettere ordine, valorizzare e condividere un patrimonio di conoscenze costruito in anni di attività. Il Sit permette di trasformare migliaia di dati ambientali in informazioni facilmente consultabili e verificabili».

L’assessore ha voluto sottolineare anche il valore dell’apertura alle comunità locali. «La tutela dell’ambiente passa anche dalla qualità delle informazioni che vengono messe a disposizione dei cittadini – ha aggiunto –. Rendere accessibili i dati significa rafforzare la fiducia nelle istituzioni e consentire una partecipazione più consapevole ai processi che riguardano il territorio».

Con il Sit, la bonifica della falda della Trisaia smette di essere una questione per soli tecnici e diventa un processo tracciabile, trasparente e costantemente aggiornato. Un modello che, secondo la Regione Basilicata, potrà essere esportato anche in altri siti complessi.

Redazione