News | 01 giugno 2026, 10:00

Stop ai falsi prodotti italiani

La riforma che punta a difendere consumatori e filiere

Stop ai falsi prodotti italiani

Dal 29 maggio è entrata in vigore la Legge 75/2026, una riforma che rafforza la tutela del Made in Italy agroalimentare e introduce sanzioni più severe contro frodi, contraffazioni e utilizzo ingannevole delle indicazioni di origine. L’obiettivo è difendere uno dei settori più importanti dell’economia italiana e garantire maggiore trasparenza ai consumatori.
La novità principale è l’introduzione nel Codice penale, con l’articolo 517-sexies, dei cosiddetti “delitti contro il patrimonio agroalimentare”. Saranno puniti non solo la vendita, ma anche l’importazione, il trasporto e la distribuzione di prodotti con indicazioni geografiche false o contraffatte, comprese le denominazioni DOP e IGP. Le pene arrivano fino a quattro anni di reclusione e a 50 mila euro di multa nei casi più gravi, oltre a chiusure definitive di stabilimenti coinvolti. 
Nella legge vengono anche disciplinate le gestioni dei prodotti sequestrati, che possono anche essere destinati, qualora fossero privi di rischi, a enti caritatevoli o organizzazioni benefiche.

Per i consumatori si tratta di una tutela aggiuntiva contro il fenomeno dell’Italian Sounding, che ogni anno sottrae miliardi di euro alle produzioni autentiche italiane. La legge estende inoltre i controlli alle vendite online, un canale dove le imitazioni e le informazioni fuorvianti sull’origine dei prodotti sono spesso più difficili da individuare. 
Dal punto di vista economico, la riforma punta a rafforzare la competitività delle imprese corrette, proteggendo il valore dei marchi territoriali e delle filiere certificate. 
Le aziende saranno però chiamate a investire maggiormente in tracciabilità, controlli interni ed etichettatura, con possibili costi aggiuntivi soprattutto per le piccole realtà produttive.
Introducendo specifiche sanzioni in casi di mancata osservazioni. Alcune associazioni dei consumatori e degli operatori del settore segnalano infatti il rischio di un aumento degli adempimenti burocratici, pur riconoscendo l’importanza della lotta alle frodi.

La sfida sarà trovare un equilibrio tra rigore dei controlli e sostenibilità per le imprese. Se applicata in modo efficace, la nuova normativa potrebbe contribuire a rafforzare la fiducia dei consumatori e a valorizzare ulteriormente il patrimonio agroalimentare italiano, uno dei principali asset dell’export nazionale.

Marta Zanni