News | 27 maggio 2026, 14:50

Protezione civile, 20 milioni di euro per la colonna mobile: Schifani potenzia la risposta alle emergenze in Sicilia

Consegnata a San Giovanni La Punta la prima parte dei mezzi e attrezzature. Il piano prevede entro il 2026 pick-up, cucine da campo, moduli di accoglienza e attrezzature per i vigili del fuoco. Cocina: «La Sicilia diventerà una delle regioni più avanzate d’Italia».

Protezione civile, 20 milioni di euro per la colonna mobile: Schifani potenzia la risposta alle emergenze in Sicilia

La Sicilia si prepara ad affrontare le emergenze con un apparato di mezzi e attrezzature senza precedenti. È stata consegnata nella sede di San Giovanni La Punta, alle porte di Catania, la prima parte dei materiali destinati al completamento della Colonna mobile regionale (Comores), la struttura operativa di pronto intervento del dipartimento di Protezione civile. Un investimento complessivo di 20 milioni di euro, finanziato con i fondi del Programma regionale Fesr 2021/2027, che mira a rendere l’Isola all’avanguardia nella gestione delle calamità naturali.

La colonna mobile è il cuore operativo del sistema: la prima a muoversi in caso di terremoti, alluvioni, incendi boschivi o altre emergenze, non solo sul territorio siciliano ma anche per supportare altre regioni in difficoltà. Il presidente della Regione, Renato Schifani, presente alla cerimonia di consegna insieme al direttore generale del dipartimento Salvo Cocina, ha sottolineato l’importanza strategica dell’investimento.

«Stiamo dotando la nostra Protezione civile dei mezzi necessari per rafforzarne la capacità di risposta immediata nel caso di emergenze, non soltanto sul territorio regionale – ha dichiarato Schifani –. Il nostro sistema ha già dimostrato pienamente la propria straordinaria efficienza, grazie al generoso impegno di operatori e volontari, nella difesa del nostro territorio e soprattutto nell’assistenza delle popolazioni colpite dagli eventi calamitosi che hanno interessato la Sicilia in questi anni. Il potenziamento della dotazione materiale e l’addestramento sono elementi fondamentali delle attività di prevenzione e di intervento. Per questo il mio governo intende procedere con convinzione su questa strada».

La fornitura, suddivisa in tre lotti, coprirà praticamente tutti gli aspetti della gestione dell’emergenza. Tra i mezzi e le attrezzature in arrivo figurano quattro motopompe idrovore per il sollevamento di grandi volumi d’acqua, indispensabili in caso di alluvione; moduli Usar (Urban search and rescue) per la ricerca e il soccorso in contesti urbani crollati; quattro cucine da campo capaci di produrre 250 pasti all’ora ciascuna, una risorsa cruciale per assistere le popolazioni sfollate; e cinque moduli per l’allestimento di campi di accoglienza, ognuno in grado di ospitare fino a 250 persone.

Un capitolo a parte riguarda la mobilità e l’antincendio boschivo. Sono previsti quarantadue pick-up equipaggiati con idrovora e modulo Aib (Antincendio boschivo), destinati alle squadre regionali. Altri dieci pick-up Aib andranno invece al Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, a suggellare la collaborazione tra Regione e corpo nazionale. Undici pick-up saranno attrezzati per le unità cinofile, sempre più decisive nelle ricerche tra le macerie.

Non mancano i mezzi pesanti: quattro automezzi 4x4 Abp (autobotte-pompa)/Aib da quattromila litri per i vigili del fuoco, quattro semirimorchi da 12,5 metri, quattro carrelli elevatori, un automezzo dedicato alle telecomunicazioni (fondamentale per garantire la connettività in zone isolate) e due pulmini da nove posti per il trasporto del personale. Per i dipendenti del dipartimento di Protezione civile regionale arriveranno inoltre dieci automezzi operativi.

Il piano prevede anche la distribuzione di migliaia di dispositivi di protezione individuale: mille kit per gli operatori Aib, millenovecento per gli addetti alla logistica e cento per le unità cinofile. Un segnale concreto di attenzione verso la sicurezza di chi opera in prima linea.

«Il cronoprogramma – ha spiegato il direttore generale Salvo Cocina – prevede che la fornitura venga completata integralmente entro la fine del 2026. Le attrezzature e i mezzi sono destinati, come già avvenuto con gli investimenti precedenti, agli operatori del sistema di Protezione civile, alle organizzazioni di volontariato, ai vigili del fuoco e ai tecnici del dipartimento. Questo massiccio piano di investimenti rappresenta un ulteriore passaggio per trasformare la Sicilia in una delle regioni più avanzate in questo settore».

L’obiettivo, insomma, non è solo rispondere meglio alle emergenze, ma farlo più velocemente, in modo coordinato e con mezzi all’altezza delle sfide poste dai cambiamenti climatici. In un’isola sempre più esposta a fenomeni estremi – dalle alluvioni lampo agli incendi devastanti – la differenza la fa la capacità di mobilitarsi nelle prime ore critiche. Con questa fornitura, la Sicilia compie un salto di qualità che pochi anni fa sarebbe sembrato irraggiungibile.

Redazione