News | 10 maggio 2026, 15:28

Conto alla rovescia per 1,7 milioni di registratori di cassa: entro il 2027 l'80% dei vecchi apparecchi sarà da rottamare

La rivoluzione fiscale cloud accelera nel biennio 2026-2027. Sette imprese su dieci investono già in soluzioni software, con risparmi fino al 50% e l'addio allo scontrino cartaceo alle porte

Conto alla rovescia per 1,7 milioni di registratori di cassa: entro il 2027 l'80% dei vecchi apparecchi sarà da rottamare

Roma – Entro il 2027, oltre 1,7 milioni di registratori di cassa telematici – pari a circa l'80% di quelli oggi in uso – diventeranno obsoleti e dovranno essere sostituiti. A lanciare l'allarme è l'Osservatorio sulla Fiscalizzazione in Cloud di fiskaly, tech company europea specializzata in compliance IVA. I dispositivi installati nel biennio 2019-2020, in seguito all'introduzione dell'obbligo di trasmissione telematica dei corrispettivi, raggiungeranno il limite di circa 2.500 chiusure di cassa (otto anni di vita media). Un ricambio epocale che coinvolge oltre 1,5 milioni di esercenti italiani.

Ma più che un problema, per gli esperti si tratta di un'opportunità. La scadenza tecnica si inserisce infatti in un contesto di accelerazione normativa e digitale senza precedenti. Il valore delle transazioni cashless ha superato quello del contante nel 2024, il 64,2% degli italiani utilizza strumenti digitali con frequenza almeno settimanale, e il 98% degli esercenti accetta già pagamenti elettronici. In parallelo, l'Agenzia delle Entrate spinge verso un modello fiscale sempre più integrato, con l'obbligo di collegamento logico tra POS e registratori, l'uso dell'intelligenza artificiale per l'analisi dei corrispettivi e il dibattito ormai aperto sul superamento dello scontrino cartaceo.

La vera novità è il cloud. Il Decreto legislativo 1/2024 ha ufficialmente aperto alla possibilità di utilizzare soluzioni software certificate per la trasmissione dei corrispettivi, segnando il passaggio dal tradizionale modello hardware a uno completamente digitale. Secondo l'indagine condotta da fiskaly in collaborazione con Format Research su un campione di 500 imprese del commercio e della ristorazione, sette aziende su dieci stanno già investendo in queste tecnologie o intendono farlo nei prossimi mesi. Quasi una su due prevede di utilizzare a breve una soluzione software in cloud per la gestione dei corrispettivi.

Le regioni più virtuose sono quelle del Nord Est (71,1% delle imprese già attive o intenzionate a migrare), mentre gli investimenti più consistenti si concentrano al Nord Ovest (74,1%) e nel Centro Italia (73,8%). A trainare la domanda sono i settori del turismo e dell'ospitalità (78,1% degli investimenti futuri), l'abbigliamento (90,9% di adozione già in atto o programmata) e l'elettronica di consumo (76,2%).

"Il sistema fiscale italiano sta evolvendo verso un modello sempre più integrato, in cui pagamenti e corrispettivi convergono in un unico ecosistema digitale", spiega Silvio Agresti, Country Manager Italia di fiskaly. "Il ricambio dei registratori non è solo un passaggio tecnico, ma un'opportunità per accelerare la transizione dall'hardware al software, integrando la fiscalità nei flussi operativi".

I vantaggi economici sono concreti: il passaggio al cloud può generare risparmi fino al 50% rispetto alla gestione tradizionale, abbattendo i costi di acquisto, certificazione e manutenzione dei vecchi apparecchi. Inoltre, il 59,4% delle imprese intervistate indica nella velocità e automazione dei processi il principale beneficio, mentre oltre il 60% sottolinea il miglioramento dell'efficienza operativa complessiva e dell'integrazione tra sistemi.

Per i commercianti, insomma, la scadenza del 2027 non è una condanna ma l'inizio di una nuova era. Quella in cui la fiscalità, da adempimento burocratico, diventa una componente nativa e trasparente del modo di incassare e vendere.

Redazione