L’Unione europea accelera sulla lotta all’evasione IVA con un nuovo sistema di controlli che punta a rendere immediata la tracciabilità delle operazioni tra Stati membri. L’accordo raggiunto dai ministri dell’Economia e delle Finanze prevede l’accesso diretto alle banche dati nazionali da parte delle autorità investigative europee, superando i tempi lunghi delle richieste bilaterali. Una svolta che interessa direttamente partite IVA e PMI, soprattutto quelle attive nei mercati internazionali.
Controlli incrociati e accesso immediato ai dati
Il rafforzamento del regolamento europeo 904/2010 introduce un sistema integrato che collega le banche dati fiscali nazionali in un’unica piattaforma. Attraverso EUROFISC e la tecnologia TNA (Transaction Network Analysis), le autorità potranno incrociare in tempo reale le informazioni sulle transazioni sospette. A questo si aggiunge il sistema VIES, che consente la verifica immediata della validità delle partite IVA e il monitoraggio degli scambi intra-UE. In Italia, l’anagrafe tributaria e la fatturazione elettronica sono già collegate a questi sistemi: ciò significa che i dati delle imprese italiane sono automaticamente disponibili per le verifiche europee. La Guardia di Finanza svolge un ruolo centrale, alimentando la rete con indicatori di rischio e collaborando con gli organismi comunitari. In presenza di indizi, la Procura europea può intervenire senza attendere ulteriori autorizzazioni formali.
Impatto economico e concorrenza per le PMI
Le nuove misure si concentrano in particolare sulle frodi carosello, schemi complessi che sfruttano operazioni fittizie tra Paesi diversi per generare crediti IVA indebiti. Secondo le stime della Commissione europea, queste pratiche sottraggono ogni anno tra 12,5 e 32,8 miliardi di euro alle casse pubbliche. Per le PMI, il fenomeno rappresenta un fattore critico: le imprese coinvolte in evasione riescono a immettere sul mercato beni a prezzi inferiori, alterando la concorrenza. L’introduzione di controlli più rapidi punta a ridurre questo squilibrio e a garantire condizioni più eque. Le nuove regole, attese per l’approvazione definitiva entro luglio 2026, rientrano in un progetto più ampio che prevede la digitalizzazione completa delle operazioni B2B entro il 2030, con l’obbligo di fatturazione elettronica europea per tutte le transazioni transfrontaliere.


Mario Gentile



