News | 12 aprile 2026, 11:40

Semiconduttori, l’accordo per il polo STMicroelectronics: 300 milioni dalla Regione e migliaia di nuovi posti a Catania

L’assessore Tamajo: «Investimento strategico per il Mezzogiorno. Nasce un ecosistema dell’innovazione, non solo un sito produttivo»

Semiconduttori, l’accordo per il polo STMicroelectronics: 300 milioni dalla Regione e migliaia di nuovi posti a Catania

Palermo. Il futuro industriale del Mezzogiorno passa dai chip. Questa, in sintesi, la convinzione con cui la Regione Siciliana e STMicroelectronics hanno dato il via ufficiale all’accordo di programma per lo sviluppo del polo dei semiconduttori di Catania. L’incontro, che si è svolto nella sede istituzionale di via degli Emiri a Palermo, segna il passaggio dalla fase di progettazione a quella operativa di un’operazione definita dall’assessore regionale alle Attività produttive, Edy Tamajo, come «una delle più importanti in Europa nel settore».

Al centro dell’intesa, un piano di investimenti miliardari da parte dell’azienda volto ad aumentare la capacità produttiva dello stabilimento etneo. Ma il dato che fa discutere, e che il governo guidato da Renato Schifani ha scelto di sostenere con determinazione, è l’impatto sul fronte occupazionale: secondo quanto emerso durante la riunione, il progetto porterà alla creazione di migliaia di nuovi posti di lavoro altamente qualificati, rafforzando il ruolo di Catania come hub tecnologico del Mediterraneo.

«La giornata di oggi segna un passaggio fondamentale – ha dichiarato Tamajo – perché con la presentazione dell’accordo di programma da parte di STMicroelectronics si entra nel vivo di un progetto industriale che il nostro governo ha scelto di sostenere con forza, individuandolo come investimento strategico per tutto il Mezzogiorno». Una scelta che l’assessore non ha esitato a definire «chiara e coraggiosa», sottolineando come la Regione creda «concretamente in questo percorso, accompagnandolo con strumenti, risorse e una visione di sviluppo di lungo periodo».

La copertura finanziaria dell’intervento pubblico è già stata definita: la Regione Siciliana ha stanziato 300 milioni di euro, attingendo a fondi europei. Una cifra che, secondo l’esecutivo regionale, non rappresenta un semplice contributo a un’azienda, ma un investimento per costruire quella che Tamajo ha definito «una vera ecosistema dell’innovazione nel Mezzogiorno». L’obiettivo dichiarato è infatti quello di andare oltre il singolo stabilimento, creando un indotto capace di attrarre altre imprese e talenti, in sinergia con le istituzioni locali e le parti sociali.

«Non si tratta solo di un investimento industriale – ha concluso l’assessore – ma della costruzione di un vero ecosistema dell’innovazione. L’amministrazione continuerà a lavorare in piena sinergia con l’azienda, le istituzioni locali e le parti sociali per garantire che questa opportunità si traduca in sviluppo reale, occupazione e competitività internazionale». La palla, ora, passa alla realizzazione concreta del progetto, che punta a posizionare la Sicilia orientale al centro della filiera europea dei semiconduttori, un settore considerato strategico per l’autonomia tecnologica del continente.

Redazione