MATERA – Un nuovo tassello si aggiunge al mosaico dell'assistenza sanitaria in Basilicata. L’assessore regionale alla Salute, Politiche per la Persona e PNRR, Cosimo Latronico, ha partecipato nel pomeriggio di oggi a Matera al convegno “Assistente Infermiere e OSS – integrazione dei ruoli e formazione nazionale”, un appuntamento promosso dagli operatori socio-sanitari per fare il punto sull’evoluzione delle professioni assistenziali e sul futuro del lavoro di cura.
Al centro del dibattito, l’introduzione di una nuova figura professionale destinata a colmare il vuoto tra l’operatore socio-sanitario e l’infermiere: l’assistente infermiere, una professione che prende forma grazie a un percorso nazionale di definizione delle competenze e che, secondo la Regione Basilicata, rappresenta un’opportunità per rendere più efficiente e qualificato il sistema sanitario.
Nel suo intervento, Latronico ha tracciato i contorni di questa innovazione, sottolineandone il valore strategico nel quadro della riorganizzazione dei servizi. “L’introduzione dell’Assistente Infermiere rappresenta un passaggio importante verso un modello assistenziale più moderno ed efficiente”, ha dichiarato l’assessore. “Parliamo di una figura che si colloca in modo chiaro tra OSS e infermiere, con competenze definite a livello nazionale e un ruolo ben integrato nei percorsi di cura”.
Il ragionamento di fondo è semplice ma ambizioso: rafforzare le competenze intermedie consente di migliorare la continuità assistenziale e, al contempo, di liberare gli infermieri dalle attività a minore complessità, permettendo loro di concentrarsi sugli interventi che richiedono maggiore specializzazione. “L’Assistente Infermiere è un supporto qualificato, che opera su delega e sotto supervisione, contribuendo a garantire standard elevati di sicurezza e qualità delle cure”, ha aggiunto Latronico.
Uno dei temi più delicati affrontati nel corso del convegno riguarda il rapporto tra la nuova figura e quelle già esistenti, in particolare gli operatori socio-sanitari. L’assessore ha voluto offrire rassicurazioni chiare agli addetti ai lavori. “È fondamentale rassicurare gli operatori: nessuna figura viene penalizzata. Gli OSS continuano a svolgere un ruolo centrale nell’assistenza di base, mentre chi ha già conseguito una formazione complementare vedrà riconosciuto il proprio percorso, con possibilità di aggiornamento e crescita professionale”.
Secondo Latronico, la riforma va proprio nella direzione di costruire percorsi di carriera definiti e qualificanti. Un obiettivo che si inserisce in una strategia più ampia di valorizzazione delle risorse umane in sanità, in un momento storico in cui il settore affronta sfide legate al turnover generazionale e alla necessità di attrarre nuovi talenti.
L’assessore ha quindi delineato il ruolo che la Regione Basilicata è chiamata a svolgere in questo processo di cambiamento. “Come Regione Basilicata siamo chiamati a governare questo cambiamento con responsabilità, garantendo percorsi formativi di qualità e coerenti con i fabbisogni dei territori. L’obiettivo è costruire un sistema in cui ogni figura operi in modo integrato, senza sovrapposizioni, valorizzando le competenze di ciascuno”.
In chiusura, Latronico ha ribadito un concetto chiave: l’innovazione non si esaurisce nell’introduzione di un nuovo titolo professionale, ma richiede un ripensamento dell’organizzazione del lavoro. “L’introduzione dell’Assistente Infermiere sarà efficace se inserita in un modello che favorisca la collaborazione multiprofessionale e non la sostituzione delle competenze. Investire sulla formazione e sull’integrazione dei ruoli significa investire sulla qualità dell’assistenza e sulla dignità del lavoro sanitario”.
Il convegno di Matera si inserisce in un percorso nazionale di confronto sulla riforma delle professioni sanitarie, con l’obiettivo di definire standard formativi uniformi e modalità operative condivise. Per la Basilicata, l’appuntamento rappresenta anche un’occasione per prepararsi all’implementazione concreta della nuova figura, che nei prossimi mesi troverà spazio nei percorsi di cura del territorio e degli ospedali.


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