Imprenditori della ricettività, cresce la preoccupazione per gli effetti del conflitto in Medio Oriente sulla tenuta dei flussi turistici verso l’Italia, in particolare da alcuni mercati a lungo raggio particolarmente importanti per il sistema ricettivo alberghiero.
Secondo Assohotel Confesercenti, tra Far East, Stati Uniti e Paesi toccati più direttamente o indirettamente dalla crisi si concentra infatti una quota pari a circa 36 milioni di presenze, il 14% del totale dei pernottamenti stranieri registrati nel nostro Paese.
Nel perimetro dei mercati potenzialmente esposti rientrano anzitutto i cinque Paesi coinvolti più direttamente dagli effetti iniziali della crisi, dai quali si registrano mediamente oltre 170mila arrivi annui e più di 2,5 milioni di pernottamenti.
A questi si aggiungono gli Stati Uniti, che nel 2024 hanno generato oltre 23,7 milioni di presenze negli esercizi ricettivi italiani e che stanno accusando il peggioramento del clima di sicurezza internazionale. Pesano poi i mercati del Far East, a partire da Cina, Corea del Sud, India e Giappone, che producono quasi 10 milioni di presenze e che subiscono i contraccolpi relativi alla difficoltà ed ai rincari dei collegamenti aerei verso l’Europa.
Si tratta, inoltre, di mercati particolarmente rilevanti per il sistema alberghiero italiano: esprimono in genere soggiorni più lunghi rispetto ai mercati europei, hanno una capacità di spesa più elevata, mediamente compresa tra 300 e 350 euro al giorno, e utilizzano prevalentemente le strutture alberghiere. Per questo l’evoluzione della domanda proveniente da queste aree viene seguita con particolare attenzione dalle imprese della ricettività.
“Alcune strutture alberghiere stanno già registrando cancellazioni, ma il problema più serio in questa fase è il clima di incertezza che rischia di riflettersi in modo sempre più pesante sulle prenotazioni”, commenta Nicola Scolamacchia, Presidente di Assohotel Confesercenti.
“I principali tour operator internazionali stanno chiedendo margini di cancellazione con preavvisi brevissimi: un segnale evidente della forte instabilità che si sta scaricando sul mercato turistico. Per questo chiediamo l’attivazione immediata di una cabina di monitoraggio sul turismo, per seguire in tempo reale l’evoluzione della situazione e valutare rapidamente eventuali interventi di sostegno a favore delle imprese del settore”.


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