News | 20 marzo 2026, 11:17

Giustizia riparativa, il Trentino fa scuola. Dopo vent'anni nasce il Centro ufficiale del Distretto

La Giunta regionale recepisce la riforma Cartabia e istituzizza un modello pionieristico. Kompatscher: "Superata la logica della sola pena, ora la riparazione del legame sociale diventa un diritto per tutti"

Giustizia riparativa, il Trentino fa scuola. Dopo vent'anni nasce il Centro ufficiale del Distretto

TRENTO – Un’esperienza pionieristica iniziata vent’anni fa diventa finalmente una realtà strutturata e istituzionale. La Giunta regionale del Trentino-Alto Adige, su impulso del presidente Arno Kompatscher, ha ufficialmente dato vita al Centro per la Giustizia Riparativa del Distretto della Corte d’Appello di Trento. Un passo che adegua il territorio alle innovazioni della riforma Cartabia (D.Lgs. 150/2022), ma che affonda le radici in un lungo percorso locale di sperimentazione.

Il cuore della nuova iniziativa è ambizioso: spostare il baricentro della giustizia penale dalla semplice punizione al recupero delle relazioni umane. Non si tratta di sostituire il giudice o di emettere sentenze, ma di offrire uno spazio protetto in cui vittima e autore del reato possano incontrarsi, con l’assistenza di mediatori professionisti, per elaborare il conflitto e individuare forme di riparazione che vadano oltre la cella.

“Questo Centro rappresenta il coronamento di una visione che il nostro territorio coltiva da oltre vent’anni”, ha commentato il Presidente Kompatscher. “Siamo stati tra i primi in Italia a credere in una giustizia che non si limita a punire, ma che lavora attivamente per ricucire i legami sociali interrotti. Oggi quel modello, nato come sperimentazione, diventa un servizio stabile, professionale e integrato nel sistema giudiziario. Possiamo dire di essere all’avanguardia a livello statale”.

Il nuovo organismo avrà competenza su tutto il Distretto della Corte d’Appello di Trento e opererà come un hub territoriale in grado di garantire i Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP). Ciò significa che la giustizia riparativa cessa di essere una possibilità occasionale per diventare un diritto accessibile a tutti i cittadini coinvolti in un procedimento penale.

Una delle caratteristiche più innovative è la flessibilità temporale: i programmi di mediazione potranno essere attivati in qualsiasi fase del procedimento, dal momento immediatamente successivo al reato fino alla fase successiva alla condanna definitiva. L’obiettivo è intercettare il conflitto in ogni sua evoluzione, offrendo un’alternativa o un completamento al percorso carcerario.

La qualità dell’intervento sarà garantita da mediatori formati secondo i rigorosi standard previsti dalla normativa nazionale. Figure professionali che avranno il compito delicato di facilitare il dialogo tra le parti, aiutandole a superare la contrapposizione frontale per cercare insieme una soluzione che possa portare alla riconciliazione.

Con questa istituzionalizzazione, il Trentino consolida un modello che punta a mettere la persona al centro, dimostrando che la sicurezza sociale si costruisce anche attraverso la ricomposizione dei conflitti e non solo attraverso la loro repressione.

Redazione