La recente pronuncia delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione rappresenta una svolta epocale per le casse di Regione Lombardia e, di riflesso, per i territori che ospitano le grandi derivazioni idroelettriche. Con due sentenze depositate nei giorni scorsi (la n. 2995-2026 e la n. 3821-2026), la Suprema Corte ha respinto i ricorsi presentati da alcuni concessionari, sancendo in via definitiva la piena legittimità del cosiddetto "canone binomio" e dell'obbligo di cessione gratuita di energia elettrica.
Una vittoria che ha il sapore del giusto riconoscimento per Regione Lombardia, che fin dal 2019 e 2020 aveva recepito la normativa nazionale con le leggi regionali n. 23 e n. 5. Questi provvedimenti disciplinano rispettivamente la fornitura gratuita di energia e l'introduzione del nuovo canone, articolato in una componente fissa e una variabile legata alla produzione. La maggior parte di queste risorse, come stabilito dalle stesse leggi, è destinata a tornare sui territori dove insistono gli impianti, premiando così le comunità che ospitano le infrastrutture.
L’assessore regionale agli Enti locali, Montagna e Risorse energetiche, Massimo Sertori, ha commentato con soddisfazione l’esito della vicenda giudiziaria, sottolineando come il pronunciamento della Cassazione ponga fine a un lungo contenzioso. I giudici hanno stabilito che le disposizioni che introducono il canone "binomio" e l'obbligo di cessione gratuita di energia si applicano a tutte le concessioni di grande derivazione, indipendentemente dal loro stato (scadute, in corso o future).
Le conseguenze per i concessionari che avevano omesso i versamenti sono ora pesantissime. L'effetto immediato delle sentenze è lo sblocco di un tesoretto di quasi 205 milioni di euro complessivi, destinati a ridistribuirsi tra Città Metropolitana di Milano e le province di Bergamo, Brescia, Lecco, Sondrio e Varese.
A beneficiare in misura maggiore della partita sarà la provincia di Sondrio. Secondo i dati forniti dall'assessore Sertori, sul territorio valtellinese arriveranno complessivamente oltre 121 milioni di euro. Nello specifico, si tratta di circa 78 milioni di euro legati ai canoni arretrati e di ulteriori 43,1 milioni di euro derivanti dalla valorizzazione dell'energia gratuita che sarà ceduta ai territori.
"A livello territoriale, in provincia di Sondrio arriveranno 78 milioni di euro di canoni arretrati e 43,1 milioni di euro di energia gratuita", ha spiegato Sertori, ribadendo come la partita non sia solo finanziaria ma anche di principio. "Dopo anni di battaglie legali – ha proseguito l'assessore – le sentenze delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno dato ragione in via definitiva a Regione Lombardia, pertanto, a breve, gli operatori idroelettrici dovranno corrispondere le somme accumulate e non versate, e verrà regolarizzato il conferimento delle risorse ai territori".
La decisione della Cassazione rappresenta dunque un precedente fondamentale per l'intero panorama nazionale, rafforzando il principio che le risorse idriche, bene comune, debbano generare un ritorno economico diretto per le comunità locali che ne sopportano l'impatto ambientale e territoriale.


Redazione



