MILANO. C’è un angolo di Basilicata che, passo dopo passo, sta costruendo la sua rinascita turistica all’insegna della lentezza. Si chiama Irsina, borgo dall’impianto medievale arroccato tra le colline della provincia di Matera, e ha scelto la Borsa Internazionale del Turismo di Milano per lanciare la sua sfida al mercato globale. Non spiagge affollate né locali notturni, ma sentieri, silenzi, tramonti sull’Appennino e un patrimonio culturale tutto da scoprire.
Nella seconda giornata della Bit, il Comune lucano ha ufficialmente presentato l’offerta turistica 2026 nel corso del convegno “Esperienze e natura: l’offerta turistica Irsina 2026”. Un appuntamento strategico, che ha messo attorno al tavolo operatori specializzati, tour operator e viaggiatori alla ricerca di quella che ormai viene definita la “nuova geografia del viaggio”: fatta di esperienze autentiche, sostenibilità e rapporto genuino con il territorio.
«Essere presenti in contesti internazionali come la Bit è fondamentale per chi vuole farsi conoscere», ha spiegato il sindaco Giuseppe Candela, presente alla fiera milanese. «Abbiamo portato la nostra idea di turismo: lento, autentico, distribuito lungo tutto l’arco dell’anno. Irsina non è solo una meta estiva, è un borgo che vive ogni stagione e offre esperienze diverse a seconda dei mesi. Questo è il nostro vero valore aggiunto».
Il cuore della proposta irsinese ruota attorno al turismo esperienziale e ai cammini. Il territorio comunale si snoda tra dolci colline, aree boschive e antichi tratturi che si prestano perfettamente ad attività di trekking e escursionismo a contatto con la natura. Percorsi come quelli che collegano Irsina alla vicina Gravina o alle aree protette della regione rappresentano un potenziale ancora in parte inespresso, su cui l’amministrazione ha deciso di investire con convinzione.
A fare da cornice, un centro storico di rara integrità architettonica, con la Cattedrale di Santa Maria Assunta, i palazzi nobiliari e il suggestivo belvedere che si affaccia sul Basento. Un patrimonio che il Comune intende valorizzare attraverso una promozione mirata e una maggiore integrazione con i circuiti regionali e nazionali del turismo lento.
La partecipazione alla Bit non è un episodio isolato, ma il tassello più recente di una strategia di promozione territoriale avviata dall’amministrazione Candela con l’obiettivo di posizionare Irsina tra le destinazioni emergenti del Mezzogiorno interno. Il filo conduttore è la destagionalizzazione: l’offerta del borgo non si esaurisce nei mesi estivi, ma si declina nelle sagre autunnali, nei suggestivi paesaggi invernali e nel risveglio primaverile della natura.
Un approccio che intercetta le nuove tendenze del turismo post-pandemico, sempre più orientato verso mete minori, ricerca di autenticità e fuga dall’overtourism. Irsina, con i suoi duemila abitanti circa e un ritmo di vita scandito dalle stagioni più che dagli orologi, incarna alla perfezione questo modello.
Il 2026 si presenta come un anno cruciale per il borgo lucano. L’obiettivo è trasformare la visibilità ottenuta in BIT in flussi concreti di visitatori, lavorando su più fronti: il potenziamento della ricettività diffusa, la creazione di pacchetti turistici integrati con i territori limitrofi e una comunicazione digitale capace di raggiungere nicchie di mercato specializzate.
La strada è tracciata. Per Irsina, il turismo non è solo una risorsa economica, ma una chiave per riabitare il borgo, contrastare lo spopolamento e riscrivere il futuro di una comunità. Un passo dopo l’altro, proprio come i cammini che oggi ne raccontano la rinascita.


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