Milano accende la fiaccola olimpica, ma il mercato immobiliare resta al freddo. Le Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026, attese come un volano economico capace di coinvolgere l’intera città, partono tra entusiasmo mediatico e risultati ben più selettivi sul fronte degli affitti. Se hotel di lusso e abitazioni di altissimo standing risultano già occupati da mesi — complici sponsor, delegazioni e clientela internazionale ad alta capacità di spesa — il segmento degli affitti brevi “medi” segna invece una brusca battuta d’arresto. Gli appartamenti proposti intorno ai 150 euro a notte risultano oggi in larga parte inermi sul mercato, con un calo delle prenotazioni stimato intorno al 50% rispetto alle aspettative iniziali. Un dato che sorprende molti proprietari, convinti che l’effetto Olimpiadi avrebbe generato una domanda diffusa e trasversale. Al contrario, l’evento si conferma altamente polarizzato: la richiesta si concentra su strutture di fascia alta, mentre il resto dell’offerta fatica a intercettare flussi reali. A pesare sono diversi fattori: una permanenza media più breve del previsto, una pianificazione anticipata da parte dei grandi player internazionali e un pubblico olimpico meno incline a soggiorni “urbani” standard, preferendo soluzioni premium o località direttamente collegate alle gare.
Il risultato è un’Olimpiade immobiliare a due velocità, che premia pochi e delude molti. Milano Cortina 2026 si apre così tra luci e ombre, smontando il mito dell’evento automaticamente redditizio e ricordando che, anche nei grandi appuntamenti globali, il mercato non distribuisce benefici in modo uniforme.
La fiaccola è accesa, ma non scalda tutti allo stesso modo.


Silvia Panissa



