LECCO – Preferite Cortina d’Ampezzo, pronta a bruciare 280 euro al giorno tra alloggio e skipass? Oppure il Gran Sasso, con un budget di soli 64 euro? La fotografia scattata dallo Ski Price Index 2026 di Holidu, che analizza le 40 località sciistiche più cercate dagli italiani, dipinge un mercato sempre più polarizzato. Ma il vero dato, quello che spinge gli utenti a protestare sui social e gli osservatori a lanciare allarmi, è un altro: una settimana bianca per una famiglia di tre persone può costare fino a 4.017 euro, con aumenti medi del +5,8% rispetto all'anno scorso e punte del +40% sugli skipass dal 2021. Tanto che, secondo le stime di Assoutenti, circa un milione di italiani ha rinunciato alla vacanza sulla neve la scorsa stagione.
All’origine della classifica, la popolarità. Sul podio delle mete più ricercate svetta Livigno (184 €/giorno), seguita da Alto Sangro - Roccaraso/Rivisondoli (129 €) e Madonna di Campiglio (221 €). A dominare per numero di presenze (17 su 40) è il Trentino-Alto Adige, mentre mete come l’Etna (70-72 € al giorno) o il Pollino (68 €) conquistano la fascia “low cost”, dimostrando che l’Italia dello sci ha ancora opzioni per tutte le tasche.
La geografia del lusso si concentra sulle Alpi. Cortina (280 €) e le svizzere Zermatt (273 €) e St. Moritz (222 €) guidano la classifica dei costi totali. Gli skipass più salati si trovano proprio a Zermatt (103 €) e St. Moritz (101 €), mentre in alta stagione superano gli 80 euro anche in Val Gardena e a Brunico.
Ma il dibattito infuria sul rapporto qualità-prezzo e sulla sostenibilità di questi rincari. Secondo l’Osservatorio Italiano del Turismo Montano, per un soggiorno in alta stagione oggi si paga il 30,3% in più rispetto a tre anni fa solo per l’ospitalità. I dati Istat analizzati da Assoutenti mostrano aumenti quadriennali del 36% sugli alloggi in Alto Adige e del 32,8% in Veneto.
«I nuovi rincari appaiono del tutto ingiustificati», attacca il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso, «l’inflazione è sotto controllo e le tariffe energetiche sono tornate normali». Una posizione condivisa da molti utenti sui forum e sui social, dove si moltiplicano le lamentele su costi ormai proibitivi per le famiglie.
La risposta di molte località è puntare su un’offerta sempre più premium e diversificata. Ma per chi non vuole rinunciare alla neve, le alternative esistono e si spostano verso Appennino e Sud. Oltre alle già citate Etna e Pollino, Camigliatello Silano (78 €) in Calabria, Ovindoli (89 €) e Pescasseroli (89 €) in Abruzzo offrono pacchetti accessibili. Il Trentino stesso propone opzioni più contenute, come Folgaria (128 €) o Pejo 3000 (132 €).
La sfida per il settore, alla vigilia delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, è trovare un equilibrio. Da un lato, mantenere standard elevati e investire in impianti e innevamento artificiale (in Alto Adige si copre fino al 90% delle piste). Dall’altro, non alienarsi una fetta consistente del mercato domestico, che cerca sempre più spesso la convenienza o addirittura rinuncia, trasformando la settimana bianca da tradizione a lusso per pochi.


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