I venti anni di trattative fino ad oggi
L'accordo intercontinentale tra l’Unione Europea e il Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay) rappresenta un traguardo internazionale diplomatico importante per il mercato dell’Unione Europea, giunto dopo una trattativa ultraventennale avviata nel 1999. Nonostante la deadline fosse stata conseguita nel 2019, il passaggio conclusivo è segnato al 6 dicembre del 2024. L'accordo convince, apre l’Unione Europea ad un nuovo mercato composto da 270 milioni di persone con un PIL di 2.7 trilioni di euro e riconosciuta come la sesta economia mondiale fuori dall'UE. Per l’Unione Europea, negli anni ha già prodotto investimenti pari nella regione a pari a 388 miliardi di euro (dati 2023 commissione Europea), l'accordo garantisce la propria presenza strategica in un mercato dove oltre 30.000 piccole imprese (PMI) europee esportano regolarmente, sostenendo circa 756.000 posti di lavoro in Europa. La normativa ambientale rientra ancora tra gli obiettivi essenziali su cui basare le fondamente dell’accordo infatti risulta essere l’accordo di Parigi vincolante con la lotta alla deforestazione e protezione della biodiversità. È stato inoltre riaffermato il "principio di precauzione", che consente alle parti di adottare misure per proteggere la salute umana, animale e vegetale anche in assenza di prove scientifiche conclusive, garantendo che gli elevati standard di sicurezza alimentare dell'UE non vengano intaccati.
Dazi, risparmi e imprese
Commercialmente, l'accordo prevede l’eliminazione progressiva dei dazi doganali, consentendo agli esportatori europei un risparmio stimato in oltre 4 miliardi di euro all’anno. I paesi del Mercosur liberalizzeranno il 90% delle importazioni industriali e il 93% dei prodotti agricoli dall’UE nell'arco di dieci anni. Verranno abbattute barriere tariffarie attualmente pesantissime come per il settore manifatturiero infatti cadono dazi del 35% su auto e componenti, 20% sui macchinari, 18% sulla chimica e 14% sulla farmaceutica. Guardando l’Italia i vantaggi risultano incoraggianti e concreti: verranno eliminati dazi del 35% sugli spirits, 28% sui latticini, 27% sui vini e 20% su cioccolato e dolciumi. Un punto di forza tecnico alimentare è la protezione di oltre 340 Indicazioni Geografiche (IG) europee il numero più alto mai garantito in un accordo UE tra cui spiccano 57 eccellenze italiane che saranno finalmente protette dalle imitazioni locali. Inoltre, condizioni imposte nell’accordo consentiranno alle imprese Ue di aver diritto nella partecipazione negli appalti pubblici con le ditte locali, godendo anche di procedure doganali semplificate. Dopo le consistenti proteste davanti il parlamento di Bruxelles da parte degli agricoltori, l'accesso al mercato UE per prodotti sensibili (carne bovina, pollame e zucchero) rimarrà rigidamente controllato da contingenti tariffari limitati e clausole di salvaguardia specifiche per evitare squilibri di mercato.
Risvolti economici, Materie Prime Critiche e impatto strategico per l’Italia
Seguendo il report prodotto dall’ICE Italiano (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane) l’impatto evidenzia benefici sistemici entro il 2036, con l'Italia posizionata tra i principali beneficiari grazie alla sua forte vocazione manifatturiera. Si stima un incremento del PIL nazionale di 3 miliardi di dollari e un aumento dell'export complessivo verso l'area di 3,5 miliardi di dollari. I settori trainanti per l'industria italiana saranno la metallurgia (+3,5%) e la meccanica strumentale (+3,3%), comparto che nel 2023 rappresentava già il 31,8% delle vendite italiane nel Mercosur. Fondamentale è il capitolo sulle Materie Prime Critiche (MPC), essenziali per la transizione verde e digitale dell'UE. L'accordo garantisce un accesso preferenziale esclusivo a risorse dove il Brasile domina i mercati mondiali con l'88,8% del Niobio (necessario per l'acciaio ad alta resistenza), il 15,9% del Tantalio e il 7,5% della Grafite naturale, mentre l'Argentina fornisce l'11% del Litio globale. Il trattato vieta tasse all'esportazione e prezzi discriminatori, eliminando l'"escalation tariffaria" sui semilavorati e facilitando gli investimenti UE nella trasformazione locale delle materie prime. Per mitigare eventuali rischi nel settore agricolo, dove si prevedono lievi flessioni (-0,8% per abbigliamento e alimentari), la Commissione UE ha programmato una riserva di 1 miliardo di euro nel bilancio pluriennale 2028-2034. Questo fondo, unito alla semplificazione doganale e alla stabilità delle forniture energetiche, trasforma l'area Mercosur in un hub strategico per la diversificazione delle catene di approvvigionamento europee.


Patrick Chiavuzzo



