News | 14 gennaio 2026, 12:00

Il turismo del 2026 parla di noi!

Dal viaggio identitario all’iper-personalizzazione: nel 2026 turismo, tecnologia ed emozioni si intrecciano per creare esperienze sempre più su misura.

Il turismo del 2026 parla di noi!

Bentornati con la nostra rubrica dedicata al turismo. In questa nuova puntata accenderemo i riflettori sull’evoluzione del viaggio nel 2026, sempre più identitario, emotivo e personalizzato. Tra tecnologia, intelligenza artificiale e nuovi immaginari, il turismo si trasforma ridisegnando esperienze, ospitalità e modalità di viaggio.
Viaggiare non è più solo spostarsi da un luogo all’altro o collezionare destinazioni. Nel 2026 il viaggio diventa una dichiarazione personale, una forma di auto-espressione. È quanto emerge dal Travel Predictions 2026 di Booking.com, giunto alla sua decima edizione, che racconta un turismo sempre meno standardizzato e sempre più costruito sull’individuo. Una visione condivisa da Skift Research, che parla di identity-driven travel, dove le scelte di viaggio riflettono valori, passioni, stati d’animo e fasi della vita dei turisti. Viaggiare, quindi, diventa una risposta a bisogni emotivi profondi.

L’era dell’iper-personalizzazione

Al centro di questa evoluzione c’è l’ascesa dei viaggi ultra-personalizzati, resi possibili dall’intelligenza artificiale e dall’uso avanzato dei dati. I viaggiatori vogliono partire “as yourself, for yourself”, progettando esperienze che incontrino la propria emotività. Non solo comfort o lusso, ma immersione totale dai viaggi ispirati a libri, film, universi fantasy, benessere, fino all’ astrologia. Euromonitor International definisce questa tendenza “mass personalization”, risposta alla saturazione dell’offerta tradizionale.

Romantasy e mondi immaginari

Tra le tendenze più sorprendenti emergono i Romantasy retreats, ovvero quei soggiorni in castelli e dimore storiche, banchetti medievali, giochi di ruolo dal vivo e ambientazioni fiabesche. Oltre il 70% dei viaggiatori dichiara interesse per esperienze da vivere come storie. L’AI diventa alleata creativa, suggerendo location e percorsi narrativi capaci di trasformare l’immaginazione in realtà.

Ospitalità del futuro

La tecnologia ridefinisce anche l’alloggio. Le Humanoid homes, case vacanza potenziate da robotica e sistemi intelligenti, integrano automazione, sostenibilità e servizi smart. Come sottolinea il World Travel & Tourism Council, cresce il desiderio di soggiornare in luoghi che rappresentino il futuro e lascino un ricordo distintivo.

 Viaggi come test relazionale

Il viaggio diventa anche un banco di prova dei rapporti. Il Turbulence test descrive l’abitudine di partire insieme per verificare compatibilità e dinamiche di coppia, amicizia o lavoro, lontano dalla routine quotidiana.

On the road, ma connessi

Nel 2026 anche il road trip cambia, divenendo sempre più sociale, condiviso e assistito dalla tecnologia. Carpooling, compagni di viaggio suggeriti da app e itinerari panoramici generati dall’AI trasformano la strada in uno spazio di connessione, soprattutto per i più giovani.

Stelle, benessere e silenzio

Con le Destined-ations, astrologia e spiritualità entrano nella pianificazione dei viaggi. Parallelamente crescono esperienze wellness iper-mirate basate su dati, e i viaggi dedicati a hobby silenziosi e contemplativi.

In questo scenario, il viaggio del futuro non è più solo una destinazione da raggiungere, ma un’esperienza da sentire; una scoperta personale, consapevole e profondamente connessa all’identità di chi parte.

Zaki Lombardo