Bentornati con la nostra rubrica dedicata al turismo. In questa nuova puntata accenderemo i riflettori sull’evoluzione del viaggio nel 2026, sempre più identitario, emotivo e personalizzato. Tra tecnologia, intelligenza artificiale e nuovi immaginari, il turismo si trasforma ridisegnando esperienze, ospitalità e modalità di viaggio.
Viaggiare non è più solo spostarsi da un luogo all’altro o collezionare destinazioni. Nel 2026 il viaggio diventa una dichiarazione personale, una forma di auto-espressione. È quanto emerge dal Travel Predictions 2026 di Booking.com, giunto alla sua decima edizione, che racconta un turismo sempre meno standardizzato e sempre più costruito sull’individuo. Una visione condivisa da Skift Research, che parla di identity-driven travel, dove le scelte di viaggio riflettono valori, passioni, stati d’animo e fasi della vita dei turisti. Viaggiare, quindi, diventa una risposta a bisogni emotivi profondi.
L’era dell’iper-personalizzazione
Al centro di questa evoluzione c’è l’ascesa dei viaggi ultra-personalizzati, resi possibili dall’intelligenza artificiale e dall’uso avanzato dei dati. I viaggiatori vogliono partire “as yourself, for yourself”, progettando esperienze che incontrino la propria emotività. Non solo comfort o lusso, ma immersione totale dai viaggi ispirati a libri, film, universi fantasy, benessere, fino all’ astrologia. Euromonitor International definisce questa tendenza “mass personalization”, risposta alla saturazione dell’offerta tradizionale.
Romantasy e mondi immaginari
Tra le tendenze più sorprendenti emergono i Romantasy retreats, ovvero quei soggiorni in castelli e dimore storiche, banchetti medievali, giochi di ruolo dal vivo e ambientazioni fiabesche. Oltre il 70% dei viaggiatori dichiara interesse per esperienze da vivere come storie. L’AI diventa alleata creativa, suggerendo location e percorsi narrativi capaci di trasformare l’immaginazione in realtà.
Ospitalità del futuro
La tecnologia ridefinisce anche l’alloggio. Le Humanoid homes, case vacanza potenziate da robotica e sistemi intelligenti, integrano automazione, sostenibilità e servizi smart. Come sottolinea il World Travel & Tourism Council, cresce il desiderio di soggiornare in luoghi che rappresentino il futuro e lascino un ricordo distintivo.
Viaggi come test relazionale
Il viaggio diventa anche un banco di prova dei rapporti. Il Turbulence test descrive l’abitudine di partire insieme per verificare compatibilità e dinamiche di coppia, amicizia o lavoro, lontano dalla routine quotidiana.
On the road, ma connessi
Nel 2026 anche il road trip cambia, divenendo sempre più sociale, condiviso e assistito dalla tecnologia. Carpooling, compagni di viaggio suggeriti da app e itinerari panoramici generati dall’AI trasformano la strada in uno spazio di connessione, soprattutto per i più giovani.
Stelle, benessere e silenzio
Con le Destined-ations, astrologia e spiritualità entrano nella pianificazione dei viaggi. Parallelamente crescono esperienze wellness iper-mirate basate su dati, e i viaggi dedicati a hobby silenziosi e contemplativi.
In questo scenario, il viaggio del futuro non è più solo una destinazione da raggiungere, ma un’esperienza da sentire; una scoperta personale, consapevole e profondamente connessa all’identità di chi parte.


Zaki Lombardo



