News | 26 ottobre 2026, 11:00

Novembre e dicembre 2026, il calendario fiscale delle partite Iva

Dal secondo acconto del 30 novembre all'acconto Iva del 28 dicembre, le date da segnare per non incorrere in sanzioni

Novembre e dicembre 2026, il calendario fiscale delle partite Iva

Gli ultimi due mesi dell'anno concentrano gli appuntamenti più pesanti per chi ha la partita Iva. Conviene mettere in agenda le date per tempo, soprattutto quelle che comportano versamenti, perché un ritardo costringe al ravvedimento operoso con sanzioni e interessi.

Si parte il 2 novembre con la presentazione della dichiarazione dei redditi, che riguarda tutte le partite Iva. Per i contribuenti soggetti agli indici sintetici di affidabilità fiscale è anche il termine per aderire al concordato preventivo biennale; i forfettari ne sono esclusi.

Il 16 novembre tocca all'Iva di ottobre per i contribuenti mensili e a quella del terzo trimestre per i trimestrali, insieme alle ritenute e alla terza rata fissa dei contributi Inps per artigiani e commercianti.

La data cruciale è il 30 novembre: scade il secondo acconto di imposte e contributi Inps, e con esso il versamento dell'imposta di bollo sulle fatture elettroniche del terzo trimestre, la comunicazione Lipe del terzo trimestre e la terza rata della rottamazione-quinquies. È l'appuntamento che riguarda quasi tutte le partite Iva, forfettari compresi.

A dicembre il calendario riparte il 15 dicembre con le fatture differite di novembre. Il 16 dicembre si versano l'Iva di novembre per i mensili, le ritenute, l'ultima rata delle eventuali rateazioni e il saldo dell'Imu.

Chiude l'anno il 28 dicembre con l'acconto Iva 2026: il termine ordinario del 27 cade di domenica e slitta al giorno successivo. Nello stesso giorno scade l'Intrastat di novembre, dovuto solo da chi supera la soglia di 50mila euro di scambi intra-Ue a trimestre.

Chi salta una scadenza può rimediare con il ravvedimento operoso, versando l'imposta dovuta con una sanzione ridotta e gli interessi: più rapido è il pagamento, minore è il costo. Per questo è utile pianificare la liquidità con anticipo, accantonando ogni mese una quota degli incassi, così da non trovarsi con più versamenti ravvicinati a fine novembre e a dicembre.

Un forfettario senza dipendenti, collaboratori o operazioni con l'estero ha in genere pochi impegni: dichiarazione dei redditi, secondo acconto, bollo sulle e-fatture e, se iscritto alla gestione artigiani o commercianti, la rata del 16 novembre.

Attenzione: le date possono cambiare in caso di proroghe o nuovi provvedimenti, quindi prima di ogni versamento è prudente verificare il termine in vigore con il proprio commercialista.

Redazione