Tra le scadenze da non dimenticare per gli iscritti alle gestioni speciali Inps c'è lunedì 16 novembre 2026, data della terza rata dei contributi fissi di artigiani e commercianti. Il calendario dell'anno prevede quattro appuntamenti sul minimale: 18 maggio, 20 agosto, 16 novembre e, per chiudere, 16 febbraio 2027. I pagamenti si effettuano con il modello F24.
Le cifre del 2026 sono state fissate dalla circolare Inps del 9 febbraio. Il minimale di reddito sale a 18.808 euro, in aumento dell'1,4% rispetto all'anno precedente. Per gli artigiani il contributo minimo annuo è di 4.521,36 euro, mentre per i commercianti arriva a 4.611,64 euro; in entrambi i casi la cifra comprende 7,44 euro di contributo di maternità. L'anno scorso si pagavano 4.460,64 euro e 4.549,70 euro: la differenza è modesta, ma si somma a un carico già significativo per le microimprese.
Il minimale non è tutto. Sulla parte di reddito che supera i 18.808 euro si applicano aliquote del 25% per gli artigiani e del 25,48% per i commercianti, fino al massimale, fissato a 93.707 euro per chi ha contributi al 31 dicembre 1995 e a 122.295 euro per chi non ne ha. Oltre i 56.224 euro, prima fascia di retribuzione pensionabile, scattano le aliquote maggiorate. È la quota eccedente a creare le sorprese: si versa in acconto con le scadenze delle imposte sui redditi e il conguaglio sul reddito effettivo arriva nella primavera successiva.
Esistono agevolazioni da conoscere. Chi ha più di 65 anni ed è già pensionato Inps può chiedere la riduzione del 50% dei contributi, e i nuovi iscritti del 2025 possono usufruire, su richiesta, di uno sconto del 50% per tre anni. I forfettari che hanno scelto il regime contributivo agevolato pagano il 35% in meno, ma l'adesione e la rinuncia hanno regole e termini precisi: per il 2026 la scadenza era il 28 febbraio, e chi ha rinunciato in ritardo vedrà gli effetti dal 2027.
Un'ultima novità riguarda le pensioni: con il messaggio del 2 ottobre l'Inps ha dato chiarimenti operativi sui casi in cui scatta lo slittamento della decorrenza per le domande a carico delle gestioni degli autonomi, in rapporto alla regolarizzazione dei contributi. Avere i versamenti in ordine non è solo un obbligo, ma una condizione per incassare la pensione nei tempi attesi.
In concreto, conviene verificare sul cassetto previdenziale che le prime due rate siano state registrate, accantonare ora la cifra della terza e della quarta, e stimare l'acconto sulla quota eccedente: chi ha avuto un 2026 migliore del 2025 dovrà fare i conti con una scadenza più cara.


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