Sommario | 05 ottobre 2026, 14:00

Pneumatici, l'altra metà del mercato: il 45% degli acquisti è firmato donna

L'Osservatorio Pneucast ribalta lo stereotipo del settore automotive: le automobiliste non solo comprano le gomme, ma gestiscono il 75% delle tessere fedeltà. E il divario con il mondo maschile si assottiglia anche nella scelta dell'auto.

Pneumatici, l'altra metà del mercato: il 45% degli acquisti è firmato donna

Per decenni il mondo dell'automobile è stato raccontato come un territorio rigorosamente maschile, un club per uomini appassionati di motori e officine. I dati diffusi dall'Osservatorio Pneucast, elaborati sulle rilevazioni di Castigliani Gomme, storico operatore romano del settore, contribuiscono però a smontare questo pregiudizio con una fotografia inequivocabile: quando si tratta di cambiare gli pneumatici, quasi un cliente su due è una donna.

La percentuale esatta è il 45%: un dato che, di per sé, segnala già una presenza ben radicata. Ma è il seguito della relazione commerciale a sorprendere maggiormente. Analizzando i programmi di fidelizzazione, emerge che il 75% delle tessere è intestato a clienti di sesso femminile. Un numero che racconta come le automobiliste non si limitino a effettuare un acquisto isolato, ma costruiscano un legame duraturo con il punto vendita, tornando e consolidando la fiducia nel tempo.

Un confronto con il mercato nazionale

Per comprendere appieno la portata del fenomeno, il dato va inserito nel contesto più ampio della mobilità italiana. Secondo l'ultima analisi UNRAE sulla mobilità femminile, nel 2025 il 41,7% delle immatricolazioni di autovetture nuove acquistate da privati è riconducibile a donne, mentre nell'usato la quota raggiunge il 39,3%. A fine anno, inoltre, il 40,5% del parco automobilistico privato italiano risultava intestato a una donna.

Il 45% rilevato da Castigliani Gomme supera dunque persino la già consistente presenza femminile nell'acquisto di automobili. E c'è un ulteriore elemento che conferma il cambio di passo: sono soprattutto le donne a ricordarsi del cambio gomme, con una percentuale del 62% contro il 38% degli uomini.

«Per anni il settore ha continuato a parlare quasi esclusivamente agli uomini, come se la manutenzione dell'automobile fosse una loro prerogativa. I nostri numeri raccontano ormai una realtà diversa», osserva Roberto Castigliani, alla guida di Castigliani Gomme, brand controllato dalla Pneucast Petroli. «Le donne acquistano gli pneumatici, chiedono informazioni, confrontano le alternative e, soprattutto, quando trovano un interlocutore di cui si fidano tendono a mantenere la relazione», prosegue.

Fedeltà e potere di scelta

La fidelizzazione rappresenta forse l'aspetto più interessante dell'indagine. Se le donne costituiscono il 45% degli acquirenti ma arrivano al 75% delle intestazioni dei programmi fedeltà, significa che il rapporto con il punto vendita non si esaurisce nella singola transazione. Un comportamento che si inserisce in un mercato dove la relazione con il cliente sta assumendo un valore crescente: una ricerca sul post-vendita automotive pubblicata nel 2025 rilevava che, quando il servizio viene giudicato eccellente, l'88% dei clienti intende tornare dallo stesso riparatore per la manutenzione successiva. E nella scelta dell'officina l'affidabilità viene prima del prezzo.

Il peso economico delle consumatrici è confermato anche da un altro indicatore: nel primo semestre del 2026 le richieste di finanziamento automotive presentate da donne sono aumentate del 12,4%.

Preferenze e stili di acquisto

Le differenze emergono anche nelle scelte di prodotto. Nel 2025 le automobiliste italiane hanno privilegiato soprattutto i SUV di segmento B, che hanno raggiunto il 37,7% delle preferenze femminili, mentre le ibride sono salite al 44,3% degli acquisti. Le elettriche sono quasi raddoppiate, raggiungendo il 5,6%. Il prezzo medio ponderato delle auto nuove acquistate dalle donne è stato di circa 25.200 euro, 6.425 euro in meno rispetto alla media degli acquisti maschili.

Non è dunque soltanto una questione di pneumatici, ma il riflesso di una trasformazione profonda del consumatore automobilistico italiano. «La cosa più interessante è che quando parliamo con una cliente non possiamo più immaginare una persona che delega automaticamente la scelta. Sempre più spesso è lei a decidere quale prodotto acquistare e a costruire il rapporto di fiducia con il professionista. Il settore deve prenderne atto anche nel modo in cui comunica», sottolinea Castigliani.

Il ritardo culturale

Ed è forse proprio qui che sopravvive la maggiore resistenza al cambiamento: mentre i dati descrivono una componente femminile prossima alla metà del mercato, parte dell'immaginario dell'automobile continua a essere costruito intorno al consumatore maschile. Un ritardo culturale che nemmeno le istituzioni sembrano ignorare. «Non a caso anche ACI ha recentemente messo in discussione lo stereotipo stesso dell'“auto da donna”, osservando come sicurezza, efficienza, tecnologia, comfort e design siano esigenze delle persone e non di un genere», ricorda Castigliani.

Per l'Osservatorio Pneucast, il 45% di acquisti femminili di pneumatici rappresenta quindi qualcosa di più di una statistica commerciale: segnala che anche uno degli ultimi segmenti dell'automotive tradizionalmente percepiti come maschili sta cambiando rapidamente. «Lo pneumatico non ha genere e neppure la sicurezza stradale dovrebbe averne. Se quasi un cliente su due è una donna, continuare a considerare il mondo degli pneumatici un affare da uomini significa semplicemente non avere capito come è cambiato il mercato», conclude Castigliani.

Redazione