Sommario | 04 ottobre 2026, 10:00

Managerializzazione, sostenibilità e innovazione per la competitività italiana.

Unioncamere in Audizione alla X Commissione della Camera

Managerializzazione, sostenibilità e innovazione  per la competitività italiana.

L’ingresso di competenze manageriali esterne, la transizione ecologica e la capacità di presidiare l'innovazione tecnologica rappresentano i motori fondamentali per accelerare la crescita e la competitività del sistema economico italiano, che nell’82% dei casi è costituito da imprese familiari. È quanto ha sottolineato oggi Unioncamere nel corso dell'audizione presso la X Commissione (Attività produttive, commercio e turismo) della Camera dei Deputati, nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulle dinamiche del PIL e la capacità competitiva del Paese.

Il superamento dei modelli di governance esclusivamente familiari – ha sottolineato Unioncamere - dà un forte impulso all'ammodernamento aziendale. Se nelle imprese familiari guidate da un manager di famiglia gli investimenti in tecnologie 4.0 si attestano al 32%, la quota sale al 38% nelle imprese familiari guidate da manager esterni.

Anche il ricambio generazionale e la diffusione di imprese giovanili costituiscono importanti fattori propulsivi: le imprese con un’elevata presenza di lavoratori under 30 hanno una probabilità maggiore del 10% di investire nel digitale e dell’8% nell'eco-innovazione.

Un aspetto di criticità del nostro sistema produttivo è rappresentato inoltre dalle fonti di finanziamento. In Italia il 72,1% delle piccole e medie imprese dipende dal ricorso ai prestiti bancari, oltre che dal capitale familiare, a fronte di un impiego assai marginale di strumenti quali il venture capital, il private equity, le obbligazioni o il crowdfunding. 

Al contrario, le realtà aziendali aperte all'ingresso di capitali esterni e agli strumenti di finanza alternativa registrano una probabilità superiore del 18% di investire in tecnologie strategiche (tecnologie digitali avanzate come Big Data, Cloud, IoT, IA, ecc.) rispetto al resto del tessuto produttivo.

La transizione ecologica si conferma un moltiplicatore di competitività e un biglietto da visita per i mercati esteri. Nel 2026, le aspettative di crescita delle imprese con elevato profilo di sostenibilità (cioè con un elevato livello di ESG, definite High-ESG) risultano nettamente superiori rispetto alle realtà che hanno investito meno in questo aspetto. Infatti, il 42% delle imprese “più sostenibili” prevede un aumento dei ricavi, contro il 21% delle altre; il 25% delle aziende sostenibili stima una crescita dell'occupazione, a fronte del 10% delle altre. Infine, la presenza di imprese ad alto tasso di sostenibilità cresce all’aumentare del grado di apertura delle imprese ai mercati esteri. In particolare, solo il 25% delle imprese domestiche (ossia che non hanno relazioni con l’estero) è High-ESG, mentre tale quota sale al 41% tra le imprese che hanno qualche relazione internazionale (ossia esportano o hanno una partecipazione estera) e tocca il 61% tra le imprese pienamente integrate nelle catene globali del valore.

L'efficienza green potenzia inoltre la propensione all’innovazione tecnologica: nel biennio 2024-2025, il 32% delle aziende verdi applica già l'Intelligenza artificiale per l'efficientamento e l'abbattimento delle emissioni.

Alla luce di queste considerazioni, Unioncamere ha sottolineato che sarebbe necessario orientare le opzioni normative, regolatorie e amministrative verso interventi ad alto impatto reale, dirette a incentivare l'evoluzione organizzativa delle imprese, premiando i processi di aggregazione, l'apertura del capitale e l'ingresso di figure manageriali nelle PMI. Sarebbero estremamente utili anche meccanismi di incentivazione automatica e semplificata, accompagnati da una profonda sburocratizzazione che liberi le imprese dai costi operativi della regolamentazione eccessiva, individuata come freno primario da quasi il 65% delle aziende.

Infine, le politiche industriali dovrebbero riconoscere il paradigma dell'eco-efficienza e della digitalizzazione come le principali leve di internazionalizzazione del Paese. 

CS