Sommario | 27 settembre 2026, 14:00

Ostetriche a domicilio dopo il parto, il servizio esteso a tutta la Lombardia

La Giunta regionale approva le indicazioni operative per portare il modello di continuità assistenziale ostetrica a tutte le 28 Asst. Stanziati 700.000 euro per accompagnare mamme e neonati nei primi giorni dopo la nascita.

Ostetriche a domicilio dopo il parto, il servizio esteso a tutta la Lombardia

Il servizio di assistenza ostetrica domiciliare dopo il parto è stato esteso a tutto il territorio lombardo. La Giunta regionale, su proposta dell’assessore al Welfare Guido Bertolaso, ha approvato le indicazioni operative per la prosecuzione e l’estensione del modello di “Continuità assistenziale ostetrica”, portandolo complessivamente a tutte le 28 Asst della Lombardia. Il servizio viene proposto alla donna al momento della dimissione dal punto nascita, che può scegliere se aderire alla presa in carico. In caso di adesione, il consultorio territoriale organizza la prima visita ostetrica a domicilio, nei primi giorni dopo il parto.

Il progetto prevede che, una volta lasciato l’ospedale, le donne possano ricevere una prima visita a casa da parte di un’ostetrica, con l’obiettivo di accompagnare la mamma e il neonato nel delicato periodo immediatamente successivo alla nascita e di garantire una maggiore continuità tra l’assistenza ospedaliera e quella territoriale. Durante la visita l’ostetrica può valutare le condizioni di salute della mamma e del neonato, offrire supporto all’allattamento e all’accudimento e individuare eventuali situazioni di fragilità o di rischio sociale, favorendo, quando necessario, il collegamento con gli altri servizi sanitari, sociosanitari e sociali presenti sul territorio.

Per sostenere l’attuazione del modello, Regione Lombardia destina complessivamente 700.000 euro sul bilancio 2026. Di questi, 106.000 euro sono destinati alle 10 Asst già coinvolte nella sperimentazione, per consolidare e proseguire le attività avviate, mentre 594.000 euro andranno alle restanti 18 Asst per accompagnare l’avvio del servizio nei territori che non avevano ancora partecipato alla fase sperimentale. Le Ats favoriranno inoltre il raccordo tra le strutture sanitarie e la rete dei servizi territoriali sociosanitari e sociali, con particolare attenzione alla collaborazione con i consultori familiari privati accreditati.

L’estensione a tutte le 28 Asst rappresenta un ulteriore rafforzamento del percorso nascita regionale e punta a garantire alle donne e alle famiglie un’assistenza più vicina, integrata e omogenea nei primi giorni dopo il parto, riducendo le disuguaglianze territoriali e assicurando un supporto professionale diffuso in modo capillare.

“Con l’estensione a tutte le 28 Asst lombarde – ha dichiarato l’assessore Bertolaso – facciamo un ulteriore passo avanti per garantire alle donne una continuità assistenziale concreta anche dopo il rientro a casa. La nascita di un bambino è un momento importante e delicato e poter contare, già nei primi giorni, sulla presenza di un’ostetrica direttamente a domicilio significa offrire alle neomamme un supporto professionale, vicino alle loro esigenze e a quelle del neonato. Investiamo 700.000 euro per rendere questo modello operativo su tutto il territorio lombardo, rafforzando il collegamento tra ospedale, consultori e servizi territoriali e garantendo maggiore uniformità nell’assistenza alle famiglie”.

Con questa delibera, la Lombardia consolida un percorso di presa in carico della maternità che non si esaurisce con il parto, ma accompagna la donna e il bambino anche nelle prime settimane a casa, un periodo cruciale per la salute e il benessere di entrambi. Il modello di continuità assistenziale ostetrica si configura così come una risposta concreta ai bisogni delle neofamiglie, capace di coniugare prossimità, professionalità e integrazione tra ospedale e territorio.

Redazione