Il World Economic Forum nel suo ultimo scritto Future of Jobs report 2025, a distanza di 7 anni dall’ultimo, pone la sua visione di come stia cambiando il mondo del lavoro e di come sarà il prossimo in arrivo. La prospettiva temporale posta è a 5/10 anni e ci consente di potere vedere tutti i cambiamenti veloci che stanno accadendo e che accadranno nelle professioni future. Il rapporto presentato raccoglie più di 1000 grandi datori di lavoro che vanno a rappresentare 14 milioni di lavoratori distribuiti in 22 settori industriali e 55 economie nel mondo. Infine, per essere stilato vengono analizzate cinque variabili che influenzeranno il mondo delle professioni entro il 2030:
- Cambio tecnologico
- Frammentazione geoeconomica
- Incertezza economica
- Demografia
- Transizione verde
L’accesso e la crescente diffusione del digitale sono ciò che sta completamente trasformando il mondo in cui viviamo. L’IA, la robotica e automazione, le energie rinnovabili sono ciò che distinguono le aziende tra quelle che stanno al passo coi tempi e quelle che rimangono più tradizionali o che escono fuori mercato. Il motivo può risultare abbastanza semplice, l’automazione di alcuni processi svolti da una IA risultano meno costosi rispetto al pagamento di lavoratori e possibilmente realizzate anche in minor tempo, con aumento di produttività e abbattimento di costi.
Le mansioni che saranno più richieste nel futuro:
Secondo le stime del rapporto entro il 2030 avremo una trasformazione concreta di professioni con la scomparsa di altre rispettivamente pari a 170 milioni e di 92 milioni. Questo bilancio risulta essere più positivo più di quanto ci si aspetterebbe. In termini assoluti sicuramente possiamo dire di avere un concreto miglioramento con una crescita globale complessiva. Di seguito viene posta una classifica stimata delle professioni stimate in forte sviluppo:
- Specialisti di Big Data
- Ingegneri FinTech
- Specialisti di IA e Machine Learning
- Sviluppatori di software e applicazioni
- Specialisti nella gestione della sicurezza
- Specialisti di data warehousing
- Specialisti di veicoli autonomi ed elettrici
- Designer UI/UX
- Autisti di veicoli leggeri per consegne
- Specialisti dell'Internet delle cose (IoT)
- Analisti e scienziati dei dati
- Ingegneri ambientali
- Analisti della sicurezza informatica
- DevOps Engineer
- Ingegneri delle energie rinnovabili
I ruoli legati all’IA sono quelli maggiormente più ricercati nel futuro prossimo e anche le professioni legate alle tecnologie ambientali fino ai Rider per le consegne. Si può ipotizzare che quindi tutto ciò che riguarda i settori High-tech, energia, Analisi dati, sviluppo software sono esattamente ciò che il futuro breve stia cercando.
Le mansioni sempre meno richieste nel futuro:
Il report stima anche ciò che verrà meno richiesto man mano che la tecnologia avanzerà. Non è un caso che tutto ciò che sarà sostituibile dalla tecnologia sarà sempre più relegato ad essa per il suo funzionamento.
- Impiegati postali
- Cassieri di banca e ruoli affini
- Addetti all'inserimento dati (data entry)
- Cassieri e biglietterie
- Assistenti amministrativi e segretari esecutivi
- Lavoratori delle arti grafiche e stampa
- Contabili e addetti alle buste paga
- Addetti alla gestione magazzino
- Assistenti di trasporto
- Venditori porta a porta e ambulanti
- Graphic designer
- Periti e liquidatori assicurativi
- Ufficiali giudiziari
- Segretari legali
- Telemarketer
Inoltre, il report sottolinea come fattori di tipo invecchiamento, aumento tecnologico costituiranno diminuzione progressiva di richiesta di queste mansioni che sempre più verranno relegati alla tecnologia.
Come si devono comportare le imprese?
Se le mansioni dei lavoratori cambieranno, significa che anche le imprese dovranno cambiare il loro ruolo di svolgere le proprie attività operative e di produzione. Il rapporto sottolinea come ci sono dei passaggi necessari da dover sottoporre per rimanere sul mercato:
- Riqualificazione del personale: questa sembra essere la strategia migliore da adottare che consente di spostare e non licenziare i propri dipendenti.
- Accelerare l'automazione di processi e mansioni: permette risparmio, aumento di produttività
- Assumere personale con nuove competenze: permettendo strategia orizzontale di crescita
- Ridurre il personale le cui competenze diventano obsolete o i cui ruoli non sono più necessari
- Rilocalizzare le operazioni più vicino alla sede centrale (reshoring/nearshoring
- Esternalizzare all'estero parti significative della forza lavoro
In conclusione, ciò che emerge non è più uno spostamento della forza lavoro nel mondo professionale, ma una rivoluzione industriale che aumenta (come visto) la quantità e la creazione di nuovi posti di lavoro, ma ne diminuisce moltissimi altri a bassa specializzazione. Qui il report pone l’ultima componente, 11 lavoratori su 100 non hanno accesso a percorsi di formazione o aggiornamento professionale e rischiano di pagare seriamente questa trasformazione globale oramai avviata.






