News | 31 agosto 2026, 12:00

Inflazione, ad agosto tornano a salire i prezzi

Famiglie più prudenti sui consumi

Inflazione, ad agosto tornano a salire i prezzi

L’estate 2026 si è chiusa con un nuovo campanello d’allarme per l’economia italiana. Dopo il rallentamento dei mesi precedenti, l’inflazione è tornata ad accelerare sotto la spinta soprattutto dei prezzi dell’energia. 
Le stime diffuse alla vigilia dei dati ufficiali di agosto indicavano per l’Italia un tasso annuo intorno al 3,4%, mentre nell’Eurozona l’inflazione avrebbe raggiunto il 3,3%, il livello più alto dal settembre 2023.
Il dato assume particolare rilevanza perché arriva dopo un secondo trimestre nel quale l’inflazione italiana era già salita al 3%, per poi scendere solo marginalmente al 2,8% in luglio.
Secondo l’Ufficio parlamentare di bilancio, l’accelerazione era stata determinata principalmente dal rincaro dei prodotti energetici legato alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente.
Il problema non riguarda soltanto il prezzo dei carburanti. L’aumento dei costi energetici rischia di trasferirsi lungo tutta la catena produttiva, dai trasporti all’industria, fino ai prezzi dei beni e dei servizi acquistati dalle famiglie. 
Secondo Facile.it, tra settembre e dicembre una famiglia tipo con un contratto nel mercato libero a prezzo indicizzato potrebbe spendere circa 982 euro per luce e gas, 270 euro in più rispetto allo stesso periodo del 2025, con un incremento vicino al 40%. 
Il ritorno dell’inflazione arriva inoltre in una fase nella quale i consumatori stanno già mostrando maggiore prudenza. Ad agosto le intenzioni di acquisto degli italiani sono diminuite del 2,1%, dopo i cali registrati anche a giugno e luglio. 
A essere rinviate sono soprattutto alcune spese considerate non essenziali, tra cui viaggi ed elettrodomestici.
Per l’economia italiana il quadro rimane quindi ambivalente. L’Ufficio parlamentare di bilancio ha confermato una previsione di crescita del Pil dello 0,9% nel 2026, ma l’aumento dei prezzi rischia di indebolire proprio una delle componenti fondamentali della crescita: i consumi delle famiglie.
Il vero banco di prova sarà dunque l’autunno. Se le tensioni energetiche dovessero proseguire, l’Italia potrebbe trovarsi davanti a una combinazione particolarmente delicata: inflazione più elevata, bollette in aumento e consumatori costretti a ridurre la spesa. 
Per imprese e famiglie, dopo l’estate dei rincari potrebbe così aprirsi un autunno all’insegna della prudenza.

Marta Zanni