News | 20 luglio 2026, 09:13

A Monticchio il megafono che ascolta il paesaggio: un'opera in legno per dare voce alla natura

Sulla sponda del Lagongrande nasce "La geografia che ascolta", installazione acustica firmata ArKestra. Inaugurazione il 31 luglio con il concerto del polistrumentista senegalese Dudù Kouate

A Monticchio il megafono che ascolta il paesaggio: un'opera in legno per dare voce alla natura

Un grande megafono in legno, senza fili né batterie, capace di catturare e restituire la voce del paesaggio. È l'opera che da oggi prende forma sulle sponde del Lagongrande di Monticchio, cuore pulsante della nuova edizione di "Paesaggi Sonori", il progetto culturale promosso dall'Associazione ArKestra APS. L'installazione, intitolata "La geografia che ascolta", trasforma uno dei luoghi più suggestivi della Basilicata in uno spazio naturale dedicato alla musica, al teatro e alla cultura, dove l'architettura si fa strumento per riscoprire il valore profondo dell'ascolto.

L'opera, ideata da Donato Pitoia, presidente di ArKestra APS, e realizzata in collaborazione con la Falegnameria Salandra di Acerenza, è un esempio di design sostenibile che si integra perfettamente con l'ambiente circostante. La sua particolare conformazione, infatti, sfrutta esclusivamente le proprietà acustiche del legno e la morfologia del paesaggio, funzionando come una cassa armonica naturale senza alcun ausilio tecnologico o consumo energetico. Un ritorno all'essenziale, in cui il suono viene amplificato dalla materia e dallo spazio, creando un'esperienza immersiva e autentica per chi vi si trova.

Ma "La geografia che ascolta" è molto più di un'installazione artistica. È uno spazio vivo, pensato per accogliere concerti, performance teatrali, monologhi, incontri culturali e momenti di confronto tra cittadini e artisti. Un luogo dove il paesaggio diventa protagonista e il megafono si trasforma in un ponte tra chi parla, chi ascolta e l'ambiente naturale che li circonda. «L'idea nasce dal desiderio di restituire centralità all'ascolto e al dialogo con il paesaggio – spiega Donato Pitoia –. Il megafono non amplifica artificialmente il suono, ma invita a percepirlo nella sua dimensione più autentica, creando una relazione diretta con la natura. È un'opera che vuole essere, allo stesso tempo, installazione artistica e spazio aperto alla cultura e alla partecipazione».

Il progetto rientra tra gli interventi finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR – NextGenerationEU) nell'ambito del Progetto Borghi "Monticchio Bagni", in particolare nella Scheda Progetto n. 11 dedicata al branding, al piano di comunicazione e alle attività di animazione del borgo. Un'iniziativa che guarda al futuro con l'obiettivo di valorizzare il patrimonio paesaggistico e culturale del territorio attraverso linguaggi contemporanei e nuove forme di partecipazione della comunità. L'intervento è stato coordinato dal presidente Antonio Telesca, con la collaborazione esecutiva di Matteo Domenicantonio Mecca, e vede il coinvolgimento anche dell'Associazione Artea, che realizzerà le sedute in legno ricavate da tronchi naturali, pensate per accogliere il pubblico e rafforzare ulteriormente il dialogo tra l'installazione e il paesaggio circostante.

Il momento clou dell'iniziativa sarà l'inaugurazione ufficiale, in programma giovedì 31 luglio, con un concerto evento che vedrà protagonista Dudù Kouate, celebre polistrumentista senegalese noto per la sua ricerca sonora e per la capacità di creare dialoghi musicali tra culture e tradizioni diverse. La scelta di Kouate non è casuale: la sua musica, che intreccia ritmi africani, jazz e sperimentazione, sembra fatta apposta per risuonare tra le pareti di legno del megafono e diffondersi sulle acque del Lagongrande, in un abbraccio simbolico tra continenti e linguaggi artistici.

Con "La geografia che ascolta", il progetto Paesaggi Sonori conferma la propria vocazione a sperimentare nuovi modi di vivere il patrimonio naturalistico della Basilicata, trasformando uno dei luoghi più suggestivi della regione in un laboratorio permanente di incontro tra paesaggio, arte contemporanea e suono. L'installazione, che resterà in loco come spazio culturale fruibile dalla comunità, rappresenta un esempio virtuoso di come i fondi del PNRR possano essere utilizzati per rigenerare i borghi attraverso la cultura, offrendo al pubblico un'esperienza che è insieme estetica, educativa e profondamente emotiva.

In un'epoca dominata dalla sovraesposizione digitale e dalla frenesia dei ritmi quotidiani, il megafono di Monticchio invita a fermarsi, ad ascoltare e a riscoprire il valore del silenzio e della parola. Non è solo un'opera d'arte, ma un manifesto: la geografia, quella vera, quella fatta di colline, laghi e boschi, ascolta e parla a chi ha il coraggio di tendere l'orecchio. E chi lo fa, potrà scoprire che il paesaggio ha molto da raccontare.

Redazione