News | 18 luglio 2026, 15:22

Pet food, un mercato da 200 miliardi ma i proprietari sono confusi: ecco i 10 trend del futuro

Tra longevity feeding, pet biohacking e diete ancestrali, l'offerta cresce a ritmi record. Ma oltre la metà dei proprietari fatica a orientarsi. Schesir lancia il "Respect My Nature Index" per fare chiarezza: "Servono scelte che rispettino la vera natura degli animali".

Pet food, un mercato da 200 miliardi ma i proprietari sono confusi: ecco i 10 trend del futuro

Il mercato globale del pet food sta vivendo una fase di espansione senza precedenti. Secondo il report 2026-2034 di Fortune Business Insights, il settore crescerà dai 135 miliardi di dollari del 2026 ai 199 miliardi entro il 2034, con un incremento del 48% e un tasso di crescita annuo composto del 5%. Un boom che riguarda anche l'Europa, ormai verso i 40 miliardi di dollari, e l'Italia, dove il mercato per cani e gatti ha superato i 4 miliardi di euro nel 2025, con gli alimenti per gatti a fare da traino (2,35 miliardi, pari al 56% del totale) seguiti da quelli per cani (1,85 miliardi). Numeri che raccontano di un settore in piena salute, trainato da fattori come l'urbanizzazione, la riduzione dei nuclei familiari e la crescente tendenza all'umanizzazione degli animali domestici. Eppure, proprio questa straordinaria ricchezza di offerta sta generando un paradosso: la profonda confusione dei consumatori.

Secondo un sondaggio internazionale condotto da GlobalPETS, per quasi sei proprietari di gatti su dieci (57%) l'enorme varietà di prodotti disponibili rende difficile la scelta degli alimenti migliori, mentre per il 66% è complicato stabilire se gli ingredienti utilizzati siano realmente benefici per la salute del proprio animale. La situazione non è migliore per i proprietari di cani: uno studio pubblicato sul Canadian Veterinary Journal, che ha analizzato un sondaggio su 900 persone, rivela che quasi la metà dei proprietari considera la scelta del cibo giusto la parte più difficile della cura di un animale domestico. Emerge inoltre che il 52% dei proprietari di cani (e addirittura il 68% dei Millennial) ritiene l'alimentazione dei pet più complicata di quella umana, e quasi un quarto si sente sopraffatto dall'offerta disponibile.

"Questa straordinaria espansione globale porta con sé una responsabilità nutrizionale prima ancora che commerciale – spiega Giorgio Montefusco, Marketing & Trade Marketing Director di Schesir – I dati confermano che l'eccesso di offerta, la disinformazione e la tendenza all'umanizzazione stanno allontanando i proprietari dai reali fabbisogni degli animali domestici. Negli ultimi anni il settore del petfood ha scelto la strada più comoda: trattare il gatto come un piccolo umano riempiendo gli scaffali di prodotti pensati più per attrarre, persuadere e rassicurare il pet parent. Abbiamo trasformato gli alimenti per animali in intrattenimento, gli snack in un mero gesto d'affetto, il marketing e la comunicazione in priorità assolute. Ma il corpo di un cane o di un gatto risponde a un codice biologico diverso dal nostro".

Per fare chiarezza in questo scenario, Schesir ha lanciato il "Respect My Nature Index", un monitoraggio condotto su un ampio panel di testate internazionali e indagini di mercato, coinvolgendo esperti del settore per individuare i trend più innovativi nell'alimentazione degli amici a quattro zampe. L'obiettivo è decodificare le tendenze del futuro filtrandole attraverso l'approccio scientifico del veterinario nutrizionista, per guidare i proprietari verso scelte consapevoli che rispettino la vera natura carnivora di cani e gatti. "Le necessità dei pet non sono soddisfatte dall'ultimo trend o dai cosiddetti superfood, ma da componenti nutrizionali specifici ed essenziali per la loro fisiologia – aggiunge Montefusco – Vogliamo guidare il settore verso lo sviluppo di alimenti che abbiano come priorità assoluta il rispetto della natura carnivora dei pet, tutelando la loro salute e offrendo ai proprietari una bussola chiara in mezzo a tanta disinformazione".

Ed ecco quali sono, secondo gli esperti dello Schesir Respect My Nature Index, i dieci principali trend che guideranno i comportamenti dei proprietari nel futuro prossimo. Al primo posto il Longevity Feeding, che sposta il focus dal semplice "allungare la vita" (lifespan) all'allungare gli anni di vita in salute (healthspan), con alimenti ricchi di antiossidanti, protettori articolari avanzati e nutrienti che preservano le funzioni cognitive dei pet anziani. Segue il trend dell'Ancestral & Nature-First Diet, ovvero il ritorno a diete "ancestrali" con alta percentuale di proteine animali di qualità, pochi carboidrati e nessun additivo superfluo, in contrapposizione alle alternative ultra-processate che riempiono gli scaffali.

Al terzo posto il Pet Biohacking, che non ha nulla a che fare con la fantascienza ma indica l'uso della nutrizione per ottimizzare l'espressione genetica e la salute cellulare dell'animale, scegliendo ingredienti mirati che influenzano direttamente energia, sistema immunitario e risposta infiammatoria. Il quarto trend è il Gut-Brain Axis & Microbioma, con l'attenzione scientifica sul microbioma intestinale ai massimi storici: cibi ricchi di prebiotici e postbiotici naturali non servono solo alla digestione, ma impattano direttamente sul sistema immunitario e sull'umore dell'animale attraverso l'asse intestino-cervello.

Quinto trend, l'Hyper-Personalization, ovvero la nutrizione sartoriale che tiene conto di razza, stile di vita, età e persino del DNA o dell'analisi del microbioma. Una risposta alla crescente consapevolezza che ogni pet è unico e merita un'alimentazione su misura. Il sesto trend è il Clean Label & Tracciabilità Radicale: la confusione si combatte con la trasparenza, e i pet owner esigono etichette corte, ingredienti chiari e la possibilità di tracciare l'intera filiera. Meno ingredienti, ma di qualità superiore.

Il settimo trend è l'Upcycled Ingredients & Sostenibilità Consapevole, con l'attenzione all'ambiente che si sposta sull'uso di parti nobili di pesce o carne che l'industria umana non utilizza per motivi commerciali, riducendo lo spreco alimentare senza compromettere la qualità nutrizionale. L'ottavo trend è l'Emotional & Cognitive Support, con la crescita di alimenti e snack funzionali arricchiti con ingredienti naturali rilassanti come camomilla, valeriana e particolari amminoacidi per il benessere mentale dei pet, in risposta all'esplosione di ansia da separazione e stress negli ultimi anni.

Il nono trend è la Texture Innovation & Gastronomia, soprattutto nel mondo felino, con l'alternanza di texture come soufflé, brodi e sfilaccetti che non sono solo un vezzo goloso ma una necessità funzionale per favorire l'idratazione e prevenire problemi urinari. Infine, il decimo trend è la Climate-Resilient Nutrition, ovvero la ricerca di ingredienti che richiedono un minor impatto idrico e di suolo per essere prodotti, anticipando le sfide climatiche globali senza transigere sul profilo nutrizionale carnivoro del pet.

"Di fronte a una scelta così vasta e a tanta disinformazione, il nostro compito è guidare l'innovazione verso un unico faro: il benessere reale degli animali e il rispetto della loro identità biologica", conclude Montefusco. Un messaggio che, in un mercato destinato a superare i 200 miliardi di dollari, suona come un richiamo alla responsabilità per un intero settore, chiamato a trasformare la crescita quantitativa in qualità della vita per i nostri amici a quattro zampe.

Redazione