News | 29 giugno 2026, 10:09

Benefit per tutti, azioni per pochi: in Italia la partecipazione dei manager resta un'eccezione

Mentre il welfare aziendale coinvolge quasi la metà delle famiglie italiane, l'azionariato dei dipendenti fatica a decollare. La scelta di Softlab di assegnare gratuitamente azioni ai propri Practice Leader apre una riflessione su un modello che in Italia resta ancora marginale

Benefit per tutti, azioni per pochi: in Italia la partecipazione dei manager resta un'eccezione

In Italia il volto più riconoscibile dell'investimento delle imprese sulle proprie risorse umane è il welfare aziendale. Secondo l'ultimo report del Welfare Index PMI di Generali, il 75% delle piccole e medie imprese ha raggiunto un livello medio di copertura welfare, e queste iniziative arrivano a interessare il 44% delle famiglie italiane. Numeri che testimoniano una diffusione ormai consolidata di servizi di supporto, strumenti di sostegno al reddito e benefit collettivi.

C'è però un'altra faccia della medaglia, meno luminosa e certamente meno frequentata. Quella che trasforma il dipendente o il manager in parte attiva del capitale aziendale. L'azionariato dei dipendenti, pur essendo previsto e persino agevolato dall'ordinamento italiano, resta uno strumento poco diffuso, spesso confinato ai piani di incentivazione delle grandi società o riservato esclusivamente ai livelli apicali. Un'occasione mancata, se si considera che in molti Paesi europei la partecipazione azionaria dei lavoratori è considerata una leva strategica per allineare gli interessi di chi produce valore con quelli di chi governa l'impresa.

È in questo scenario che si inserisce la scelta di Softlab, società di consulenza ICT quotata al mercato di Milano, che ha recentemente approvato un piano di assegnazione gratuita di azioni ordinarie ai propri Practice Leader, le figure che guidano le principali aree tecniche e consulenziali dell'azienda. Un'iniziativa che si discosta nettamente dalla logica del welfare tradizionale, proponendo non un semplice beneficio, ma un vero e proprio legame di partecipazione tra chi contribuisce alla crescita dell'impresa e i risultati futuri della società.

L'operazione di Softlab richiama modelli più vicini alle dinamiche delle startup, dove la partecipazione al capitale è spesso utilizzata per attrarre, trattenere e responsabilizzare le competenze chiave. Applicata però a una realtà quotata e strutturata, assume un significato particolare: è un segnale che va oltre la retorica delle risorse umane per toccare il cuore della governance aziendale.

"Riconoscere il valore delle persone con un benefit e renderle socie dell'azienda sono due gesti diversi – commenta Davide Carnevale, Head of Market Growth di Softlab – Il primo migliora le condizioni di lavoro, il secondo rende partecipe chi fa crescere l'impresa dei suoi risultati e del suo futuro. Assegnare azioni ai practice leader significa riconoscere la competenza, la continuità e l'appartenenza di chi ogni giorno costruisce il vantaggio competitivo di Softlab".

Il piano riguarda i Practice Leader in carica dallo scorso marzo e prevede l'assegnazione gratuita di azioni Softlab per un controvalore di oltre duemila euro per ciascun beneficiario. Una cifra che, al di là del valore monetario, assume un significato simbolico importante: è l'ammissione che le competenze tecniche e consulenziali non sono solo una risorsa da gestire, ma un elemento centrale della strategia di crescita.

Questa scelta rappresenta uno dei primi tasselli del percorso di rilancio che Softlab sta definendo con il nuovo piano industriale 2026-2029. L'obiettivo è partire dall'interno, coinvolgendo chi guida le aree tecniche prima ancora di rivolgersi al mercato. In un settore come quello ICT, segnato dall'accelerazione dell'intelligenza artificiale e dalla trasformazione digitale dei processi, la competitività delle imprese dipende sempre più dalla capacità di trattenere le competenze che guidano progetti, team e relazioni con i clienti.

Il tema della partecipazione, dunque, non riguarda solo la remunerazione, ma il modo in cui le aziende costruiscono continuità e appartenenza attorno alle figure più strategiche. L'assegnazione di azioni gratuite va in questa direzione: collegare il contributo di chi guida le aree tecniche agli obiettivi di lungo periodo della società.

"Una direzione tecnologica ambiziosa si realizza solo con le competenze di chi la costruisce giorno per giorno – aggiunge Carnevale – Allineare i practice leader agli obiettivi di lungo periodo della Società è la condizione per portare avanti il piano".

Resta da chiedersi se iniziative come quella di Softlab possano rappresentare un modello destinato a diffondersi o rimarranno un'eccezione nel panorama italiano. I numeri, per ora, parlano chiaro: il welfare aziendale è diventato una pratica consolidata, ma la partecipazione azionaria dei dipendenti è ancora un terreno per pochi. Eppure, in un mercato del lavoro sempre più orientato alla ricerca di talenti e alla loro fidelizzazione, trasformare i collaboratori in soci potrebbe rivelarsi non solo un gesto di riconoscimento, ma una scelta di competitività.

Redazione