Genzano di Lucania – Un edificio nato per chiudere e custodire si prepara ad aprirsi alla creatività, alla formazione e allo scambio culturale internazionale. L'ex Casa mandamentale di Genzano di Lucania, consegnata nel 1981 e mai realmente entrata a regime, cambierà radicalmente destino: diventerà un polo d'eccellenza per l'arte contemporanea, le residenze artistiche, la ricerca e la formazione. Il progetto, intitolato "Processi e fenomeni dell'arte del presente per il Carcere di Genzano di Lucania", verrà presentato ufficialmente giovedì 4 giugno alle ore 10.00 presso l'Aula Formazione della Porta Coeli Foundation, all'interno del complesso stesso (viale XXIV Maggio).
Promosso da Porta Coeli Foundation, Comune di Genzano di Lucania e 2D Group Società Benefit, l'intervento rappresenta una scommessa culturale e urbanistica di rilievo nazionale. L'investimento stimato è di circa 2,7 milioni di euro, con l'obiettivo di adeguare l'intero complesso agli standard nZEB (Nearly Zero Energy Building): un edificio a consumo energetico netto quasi zero, con abbattimento delle emissioni di CO₂. I lavori dureranno tra i sei e gli otto mesi e procederanno per fasi successive, consentendo un utilizzo progressivo di alcune aree già durante il cantiere.
Alla conferenza stampa interverranno Viviana Cervellino (Sindaco di Genzano di Lucania), Aniello Ertico (Presidente di Porta Coeli Foundation), Donato Faruolo (Direttore Artistico della Fondazione) e Rocco Iacovera (referente di 2D Group per la progettazione e l'esecuzione dei lavori). Tra i partner, spicca la presenza di Gennaro Damato, Presidente di Mediterraneum Foundation. Sono inoltre attesi contributi e endorsement internazionali da Yelizaveta (Liza) Shirinyan, Direttrice Education del Cafesjian Center for the Arts di Yerevan (Armenia), e da Halla Shafey, componente del Consiglio Supremo del Ministero della Cultura della Repubblica Araba d'Egitto.
L'evento del 4 giugno avrà però un valore aggiunto, eccezionale e simbolico: per la prima volta, gli operatori dell'informazione potranno accedere all'interno del perimetro murario dell'ex Carcere, visitando spazi mai aperti al pubblico e rimasti sostanzialmente inaccessibili per oltre quarant'anni. Al termine della conferenza, è prevista una visita guidata alle aree interessate dagli interventi di recupero.
L'iniziativa si configura come il primo momento pubblico di presentazione di un progetto che punta a trasformare un luogo di restrizione e controllo in un laboratorio culturale aperto al territorio, ma saldamente connesso ai circuiti nazionali e internazionali dell'arte contemporanea. Un simbolo potente di rigenerazione urbana, dove l'arte si fa strumento di riscatto e memoria attiva.


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