News | 21 luglio 2026, 11:57

Electrolux, il Veneto alza la voce: “La filiera del bianco è strategica per l’Europa”

L’assessore Bitonci convoca il tavolo regionale e rilancia: stop ai licenziamenti, piano di rilancio condiviso e battaglia comune con Governo e Parlamento Ue per salvare un patrimonio di competenze e produzione

Electrolux, il Veneto alza la voce: “La filiera del bianco è strategica per l’Europa”

Venezia – La Regione del Veneto compatta il fronte delle istituzioni, delle imprese e dei sindacati attorno a una convinzione netta: la filiera dell’elettrodomestico, il cosiddetto “bianco”, non può essere considerata un comparto in declino, ma un’eccellenza strategica da difendere con ogni mezzo, dentro i confini nazionali e in quelli europei. A lanciare il messaggio, con la forza di un fronte unito, è l’assessore allo Sviluppo economico Massimo Bitonci, al termine del tavolo regionale convocato oggi a Venezia per fare il punto sugli impatti del caso Electrolux.

Al centro del confronto, la situazione del colosso svedese che, nei mesi scorsi, ha annunciato un piano di ridimensionamento che prevede lo spostamento di alcune produzioni e di funzioni chiave, come la ricerca e sviluppo, verso altri Paesi. Una prospettiva che, secondo i partecipanti al tavolo, rischia di innescare una reazione a catena ben più vasta rispetto ai numeri ufficiali diffusi dall’azienda. Al tavolo, convocato dall’assessore Bitonci, hanno preso parte l’Unità di crisi aziendali regionale, la vicepresidente della Commissione ITRE del Parlamento Europeo Elena Donazzan, le principali associazioni datoriali (Confindustria, Confartigianato, Confapi, Legacooperative) e le organizzazioni sindacali confederali, con le rispettive categorie dei metalmeccanici (Fiom, Fim, Uilm), dei chimici e della gomma (Filctem, Femca) e del commercio (Filcams, Fisascat).

L’incontro, spiega Bitonci, è servito innanzitutto “a definire, in modo condiviso, le reali dimensioni della filiera territoriale dell’elettrodomestico”. Ed è emerso un quadro che va ben oltre i grandi marchi del made in Italy. Si tratta di una rete estesa e capillare, composta da centinaia di imprese dell’indotto, fornitori di beni e servizi, distributori e dettaglianti del commercio, che da decenni rappresentano l’ossatura di un sistema produttivo d’eccellenza. Un patrimonio di competenze, spesso artigianali, e di capacità innovative che ha reso il Veneto, e l’Italia intera, un punto di riferimento mondiale nel settore. “Al contrario – sottolinea l’assessore – tra i produttori finali, il numero di attori è ristretto. E proprio uno di questi, Electrolux, pensa a ridimensionare e portare altrove alcune produzioni e funzioni importanti”.

La strategicità del settore, per Bitonci e per tutti i rappresentanti al tavolo, non è però in discussione. E su questo punto la Regione Veneto intende giocare una partita decisiva, sia sul piano nazionale che europeo. Le ragioni sono molteplici e di peso. Da un lato, c’è il valore produttivo e tecnologico: le competenze di alto profilo che si sono sviluppate in quest’area sono uniche e rappresentano un motore di innovazione che non può essere disperso, pena la perdita di un vantaggio competitivo irripetibile. Dall’altro, c’è la natura stessa dei prodotti. I grandi elettrodomestici non sono solo beni di consumo essenziali; sono diventati apparecchiature sempre più integrate, interconnesse, intelligenti. In un’epoca di transizione digitale e di geopolitica fragile, la loro progettazione e produzione sollevano questioni cruciali di autonomia e sicurezza per l’intera Unione Europea.

Da questa analisi, il tavolo regionale ha tratto due indicazioni forti, che la Regione Veneto si impegna a portare già al tavolo nazionale del MIMIT, convocato per il prossimo 21 luglio. La prima è che l’impatto di una eventuale dismissione non si misura solo sui numeri dei lavoratori direttamente impiegati in Electrolux, ma si moltiplica a valanga su tutto l’indotto, coinvolgendo migliaia di addetti e decine di piccole e medie imprese, senza dimenticare le ricadute strategiche sull’intero sistema-Paese. La seconda indicazione è la necessità di un’azione politica incisiva a livello continentale. La Regione Veneto sostiene con forza l’iniziativa già avviata dal Governo italiano, insieme a Francia e Germania, per ottenere il riconoscimento ufficiale della strategicità del settore dell’elettrodomestico da parte dell’Unione Europea. Un passo che, secondo Bitonci, “avrà conseguenze tangibili nel medio periodo” in termini di politiche industriali, investimenti e salvaguardia occupazionale.

Il fronte veneto ha inoltre espresso un giudizio positivo sulla prosecuzione del confronto tra le parti sociali e l’azienda, confermato anche per il mese di settembre, in attesa che Electrolux presenti un piano di rilancio concreto e condiviso per i siti produttivi italiani, accompagnato da uno stop immediato ai licenziamenti. Un clima di cauta attesa, quindi, ma con una linea chiara e una pressione che non intende allentarsi.

“Oggi – ha dichiarato Bitonci al termine dei lavori – emergono due indicazioni importanti che, come Regione del Veneto, riporteremo al tavolo nazionale. La prima è che gli effetti di una dismissione vanno ben oltre i numeri presentati dall’azienda, impattando come un moltiplicatore sui lavoratori dell’indotto. La seconda è che è essenziale sostenere l’azione che il Governo ha già avviato a livello europeo”. L’assessore è stato poi categorico nel definire le condizioni per un futuro che non sia solo di gestione della crisi: “Un Piano di rilancio del Gruppo Electrolux, alternativo a quello contestato, dovrà incentrarsi su manovre e progetti industriali condivisi con le Parti, orientati a garantire una prospettiva industriale e di mercato, piuttosto che a ridimensionare le attività in essere”.

La partita, insomma, è appena iniziata. E il Veneto, con la sua tradizione di imprenditoria diffusa e il suo peso produttivo, si candida a essere il perno di una battaglia che non è solo locale, ma europea, per difendere un settore che è storia, innovazione e futuro. La prossima tappa è il tavolo romano del 21 luglio, dove le richieste della regione arriveranno forti e chiare, in attesa che Electrolux e l’Europa diano risposte che non tradiscano le aspettative di migliaia di lavoratori e di un intero territorio.

Redazione