Il mercato dell’accumulo energetico su larga scala continua la sua corsa, e l’Italia si conferma tra i protagonisti europei più dinamici. In questo scenario, l’ingegneria di progetto e la verifica diretta della qualità lungo l’intera filiera diventano leve competitive decisive. A certificarlo è l’ultima operazione firmata da Renovis, società attiva come EPC contractor ed ESCo nel campo dell’efficienza energetica per l’industria, che ha appena concluso con successo la supervisione dei Factory Acceptance Test (FAT) per un sistema BESS (Battery Energy Storage System) da 40 MWh.
L’impianto, composto da otto container da 5 MWh ciascuno, è stato testato presso lo stabilimento Sungrow di Hefei, in Cina. La fase dei FAT rappresenta uno snodo critico prima della spedizione: è in questa sede che vengono verificate le logiche operative, i protocolli di sicurezza, i sistemi ausiliari e le prove funzionali dell’intera infrastruttura. La presenza diretta del team di Renovis sul luogo di produzione non è un dettaglio secondario, ma rientra in un approccio EPC che segue dall’inizio alla fine ogni fase del progetto: dalla progettazione al commissioning, fino alla validazione tecnica delle soluzioni installate.
“In un mercato come quello dello storage energetico, oggi in forte crescita anche in Italia, il controllo qualitativo lungo tutta la filiera sta assumendo un ruolo sempre più strategico”, spiega l’azienda. “La supervisione diretta dei test in fabbrica consente di verificare affidabilità, sicurezza e performance dei sistemi già nella fase produttiva, riducendo i rischi operativi nelle fasi successive di installazione e integrazione”.
Il progetto si colloca in una filiera globale, quella delle batterie, che rimane fortemente concentrata in Asia. La Cina continua a essere uno degli hub produttivi mondiali di riferimento per le tecnologie di storage industriale. Tuttavia, il mercato dei sistemi BESS è in forte accelerazione anche in Europa, e l’Italia rappresenta oggi uno dei territori più vivaci. Secondo le analisi di settore più recenti, la capacità di accumulo installata nel nostro Paese ha già superato i 17 GWh ad agosto 2025, con prospettive di ulteriore crescita nei prossimi anni. A trainare lo sviluppo sono la diffusione delle rinnovabili e la necessità di stabilizzare una rete elettrica sempre più sollecitata da fonti non programmabili.
I vantaggi operativi di queste tecnologie sono ormai chiari. I sistemi di accumulo elettrico permettono di separare nel tempo produzione e consumo di energia, trasformando l’elettricità in una risorsa gestibile in base alle reali esigenze produttive. Attraverso tecniche di peak shaving, il BESS riduce i picchi di assorbimento, abbattendo i costi legati alla potenza impegnata e agli oneri di capacità. Con il load shifting e il time shifting, l’energia viene accumulata nelle fasce orarie più convenienti o in presenza di surplus rinnovabile, per essere poi restituita quando la domanda o il prezzo aumentano. A ciò si aggiunge la possibilità di fornire servizi di interrompibilità e modulazione a durata limitata, intervenendo in tempi rapidi senza impatti sui processi produttivi. In sintesi, il BESS non solo riduce la bolletta energetica, ma aumenta l’autonomia e la sicurezza operativa dell’intero sito industriale, confermandosi come una tecnologia sempre più centrale nelle strategie di competitività del manifatturiero.


Redazione



