VENEZIA. La Space Economy non è più soltanto il territorio dei sogni degli ingegneri o delle trame della fantascienza. È una piattaforma industriale concreta, capace di generare innovazione, posti di lavoro qualificati e competitività globale. E il Veneto, forte di un ecosistema tra i più vivaci d’Italia, intende giocare la sua partita da protagonista in Europa.
A lanciare il messaggio è stato l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Massimo Bitonci, intervenuto oggi pomeriggio all’Investment Forum che ha aperto la tre giorni dello Space Meetings Veneto, ospitato nelle storiche Procuratie Vecchie di Piazza San Marco. Un palcoscenico d’eccezione per un settore che, secondo i dati presentati dallo stesso assessore, vale ormai 613 miliardi di dollari a livello globale (con una crescita annua del 7,8% nel 2024).
“Il nostro territorio – ha spiegato Bitonci – può contare su oltre 100 imprese attive, 5.500 addetti e un fatturato di 2,3 miliardi di euro, di cui il 63% generato dall’export. Siamo il quarto polo nazionale del settore aerospaziale e vogliamo rafforzare questa leadership”. Un primato che poggia su una filiera capace di eccellere sia nell’upstream (sistemi ottici, meccanica di precisione, gestione termica) sia nel downstream (applicazioni satellitari per ambiente e agricoltura), coinvolgendo tutte e quattro le università venete.
Il vero nodo strategico, però, resta il trasferimento della ricerca al mondo delle imprese. Un tema che Bitonci ha definito “centrale”, annunciando l’istituzione di un tavolo permanente con gli atenei regionali. “Le nostre università svolgono un lavoro straordinario – ha sottolineato – ma spesso ricercatori, spin off e brevetti restano poco conosciuti dalle aziende. Solo all’Università di Padova esistono oltre 200 brevetti in ambito ingegneristico che rappresentano un potenziale enorme”. L’obiettivo, attraverso le Reti Innovative Regionali e manifestazioni come lo Space Meetings Veneto, è creare un ecosistema capace di trasformare la ricerca in innovazione industriale concreta.
Sul piano normativo, l’assessore (già sottosegretario al Mimit nel 2025) ha ricordato l’approvazione della prima Legge Quadro sull’Economia dello Spazio, che ha dotato il Paese di un Piano nazionale dedicato, un fondo specifico e un rafforzamento del ruolo dell’Agenzia Spaziale Italiana. “Ora serve declinare queste opportunità sui territori – ha avvertito Bitonci –. Il Veneto ha tutte le carte in regola per essere una piattaforma strategica”.
Guardando al futuro, la Regione punta a rafforzare la competitività del comparto con strumenti dedicati a ricerca, sviluppo e innovazione nelle Pmi, finanza agevolata e venture capital. “La sfida oggi – ha concluso l’assessore – non è soltanto attrarre capitali, ma trattenere talenti, ricercatori e start-up innovative, mettendo il Veneto nelle condizioni di guidare la nuova economia dello spazio. Investire oggi nello spazio significa investire nella competitività industriale dei prossimi trent’anni”.


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