News | 23 aprile 2026, 10:00

Terziario in ripresa, ma calano gli autonomi: pressione su PMI e partite Iva

Nel trimestre aprile-giugno 626 mila ingressi previsti, traino del turismo. Redditi in flessione per lavoratori indipendenti e microimprese

Terziario in ripresa, ma calano gli autonomi: pressione su PMI e partite Iva

La domanda di lavoro nel terziario conferma segnali di tenuta nella primavera 2026, con 626mila ingressi programmati tra aprile e giugno, circa 12mila in più rispetto allo stesso periodo del 2025. I dati elaborati da Confesercenti su base Unioncamere-Ministero del Lavoro (Sistema informativo Excelsior) evidenziano una dinamica positiva, nonostante un contesto macroeconomico caratterizzato da tensioni geopolitiche, volatilità energetica e incertezza sui costi operativi per le imprese.

Turismo e ristorazione a sostegno dell’occupazione stagionale
Il principale motore della crescita resta il comparto turistico, che prevede 418mila entrate nel trimestre, oltre 20mila in più su base annua. Coinvolte 224mila imprese, con il 36,2% che programma nuove assunzioni o collaborazioni. La ristorazione concentra oltre il 70% della domanda del settore con 301mila figure ricercate, tra camerieri, baristi e personale di cucina. Permangono tuttavia criticità strutturali: il 44% delle posizioni risulta di difficile copertura, a causa di esigenze disallineate tra domanda e offerta. Analoghe difficoltà emergono nella ricettività, dove lo squilibrio riguarda il 41% delle ricerche. Il commercio mostra invece segnali più deboli, con 208.500 ingressi previsti, in calo di oltre 8 mila unità rispetto al 2025 e una quota di imprese attive nelle assunzioni ferma al 18,9%.

Riduzione degli autonomi e redditi in calo per le microimprese
Sul piano strutturale, il terziario resta centrale per l’occupazione nazionale, con circa 4,5 milioni di addetti a fine 2025, in aumento di 351 mila unità rispetto al 2019. Tuttavia, la crescita è interamente attribuibile al lavoro dipendente, mentre gli autonomi registrano una contrazione di 177 mila unità nello stesso periodo. Il fenomeno si riflette direttamente su partite Iva e piccole imprese: secondo le stime Confesercenti, dal 2007 il reddito medio di imprenditori individuali e professionisti è diminuito di circa 9.800 euro. L’impatto combinato di pressione fiscale, burocrazia, aumento dei costi e rallentamento dei consumi sta riducendo i margini operativi, incidendo sulla sostenibilità economica di molte attività locali. In questo contesto, il mercato del lavoro evidenzia una crescente polarizzazione tra occupazione dipendente in crescita e lavoro autonomo in progressiva erosione.

Mario Gentile