News | 23 aprile 2026, 14:11

Plusdotazione, Latronico: «Talento e benessere vanno di pari passo. La scuola non basti da sola»

L'assessore alla Salute della Basilicata a Matera: «Studenti ad alto potenziale cognitivo rischiano ansia e isolamento. Servono collaborazione tra scuola e sanità e percorsi che guardino all'equilibrio emotivo»

Plusdotazione, Latronico: «Talento e benessere vanno di pari passo. La scuola non basti da sola»

MATERA – Avere un quoziente intellettivo superiore alla media non è automaticamente sinonimo di serenità. Anzi, spesso è il contrario. Se ne è parlato oggi a Matera, a Palazzo Lanfranchi, nel corso del convegno “La Plusdotazione e il futuro della scuola”. A intervenire, l'assessore regionale alla Salute e alle Politiche della Persona, Cosimo Latronico, che ha voluto spostare l'attenzione su un aspetto spesso trascurato: il legame indissolubile tra potenziale cognitivo e benessere psicologico.

«Quando parliamo di ragazzi con alto potenziale cognitivo – ha spiegato Latronico – non possiamo limitarci alla sola didattica». Secondo l'assessore, la plusdotazione non è solo una questione educativa o una semplice etichetta da apporre sul percorso scolastico. È, a tutti gli effetti, una questione di salute in senso ampio, che coinvolge la sfera emotiva e relazionale. «Questi studenti vivono spesso la realtà con una sensibilità e un'intensità fuori dal comune – ha aggiunto –. Se non adeguatamente compresi dal sistema, rischiano di sviluppare ansia, frustrazione e un profondo senso di isolamento».

Un rischio concreto, che chiama in causa le istituzioni su più fronti. Latronico ha sottolineato la necessità di superare i compartimenti stagni tra scuola e sanità, promuovendo una visione integrata. Insegnanti, psicologi, pediatri e servizi territoriali devono lavorare insieme per individuare precocemente i bisogni degli studenti plusdotati. L'obiettivo è offrire percorsi che non si limitino a valorizzare il talento intellettuale, ma che garantiscano anche un'espressione sana ed equilibrata della persona nella sua interezza.

In questa prospettiva, la prevenzione gioca un ruolo chiave. Costruire ambienti educativi inclusivi e riconoscere tempestivamente i segnali di disagio significa promuovere salute a lungo termine per l'intera comunità. «Occuparsi di plusdotazione – ha concluso Latronico – significa, in ultima analisi, prendersi cura del futuro della nostra società. Una scuola attenta al benessere di tutti è una scuola che previene il malessere e valorizza ogni singola potenzialità umana».

Un messaggio che trasforma la plusdotazione da questione di nicchia a tema di policy sanitaria e sociale. Perché il talento, se lasciato solo, può diventare un peso. Accompagnato, invece, diventa una risorsa per tutti.

Redazione