Il settore del trasporto aereo globale si avvia verso un 2026 fortemente negativo, con perdite stimate fino a 148 miliardi di dollari secondo Bank of America, superando i 111 miliardi registrati nel 2020 durante la pandemia. Le previsioni iniziali dell’associazione internazionale Iata, che indicavano un utile operativo di 72,8 miliardi di dollari, sono state ribaltate dall’impennata del carburante per aerei, salito oltre i 150-200 dollari al barile a causa delle tensioni in Medio Oriente e delle criticità nello Stretto di Hormuz, snodo da cui transita circa il 30% del jet fuel globale.
Rincari e domanda: effetti diretti su professionisti e PMI
L’aumento dei costi operativi sta spingendo le compagnie aeree a ritoccare le tariffe fino al 20% per raggiungere il pareggio operativo, come indicato dagli analisti finanziari. Questo incremento incide direttamente su partite IVA e piccole e medie imprese, in particolare nei settori consulenza, commercio internazionale e turismo organizzato, che dipendono dalla mobilità aerea. Secondo stime di settore, il traffico passeggeri era cresciuto del 9% nel 2025 rispetto ai livelli pre-pandemici, ma il rincaro dei biglietti e il generale aumento del costo della vita rischiano ora di comprimere la domanda. Le imprese più piccole, con minore capacità di assorbire costi variabili, si trovano a rivedere budget per trasferte, fiere e attività commerciali all’estero, con impatti sulla competitività.
Offerta e carburante: rischio razionamento e nuove rotte
Sul fronte dell’offerta, le compagnie stanno già intervenendo riducendo capacità e riorganizzando le rotte. Secondo analisi di Ubs, vettori low cost stanno incrementando i voli verso mercati europei come Italia e Spagna, mentre altri operatori riducono i collegamenti verso Medio Oriente e Asia. Parallelamente emerge il rischio di razionamento del carburante, ipotesi avanzata anche in ambito europeo, in un contesto in cui la capacità di raffinazione del cherosene nel continente è diminuita. L’Agenzia Internazionale dell’Energia segnala infatti una tensione strutturale sui distillati medi, con limitata capacità di compensazione in caso di interruzioni prolungate. Per PMI e lavoratori autonomi ciò si traduce in minore accessibilità ai collegamenti e maggiore volatilità dei costi logistici, elementi che incidono sulla pianificazione economica nel breve periodo.


Mario Gentile



