MILANO – Il disallineamento tra le competenze richieste dalle imprese e quelle offerte dal mercato del lavoro non è più un semplice segnale d’allarme. È diventato un freno concreto allo sviluppo, capace di compromettere la produttività, rallentare i processi di innovazione e innescare un progressivo depauperamento del tessuto produttivo, soprattutto in territori ad alta densità manifatturiera come Milano e la Lombardia.
A lanciare l’allarme è stata Luciana Ciceri, presidente di A.P.I. – Associazione Piccole e Medie Industrie, in apertura della tavola rotonda “PMI: il ruolo strategico delle competenze”, svoltasi ieri presso la sede dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano. Un appuntamento nato dalla partnership tra le due realtà, con l’obiettivo di mettere intorno a un tavolo istituzioni, professionisti e imprenditori per analizzare il ruolo sempre più decisivo del capitale umano in un sistema produttivo che opera in un contesto globale segnato da instabilità e rapide trasformazioni.
“A Milano e in Lombardia, dove la competizione corre più veloce, questo gap pesa ancora di più – ha spiegato Ciceri –. Le PMI associate ci segnalano quotidianamente il forte disallineamento tra le professionalità richieste e quelle offerte dal mercato del lavoro. E questo si traduce in mancata crescita, tempi di produzione più lunghi, difficoltà nel presidiare nuovi mercati e una minore capacità di cogliere le opportunità della trasformazione tecnologica e sostenibile. A questo si unisce la complessità di garantire la continuità di impresa, in molti casi a causa del mancato passaggio generazionale tra imprenditori o lavoratori”.
A sostenere le parole della presidente, i dati di una rilevazione flash condotta da A.P.I. che restituiscono un quadro preoccupante: il 78% delle PMI coinvolte dichiara di avere difficoltà a selezionare figure professionali specifiche, mentre il 67% prevede nuove assunzioni nei prossimi due anni. Numeri che raccontano di una voglia di investire nonostante le incertezze geopolitiche e le oscillazioni dei mercati, ma anche di una difficoltà strutturale a trasformare quella volontà in crescita effettiva.
“C’è voglia di investire, nonostante la situazione geopolitica e le oscillazioni dei mercati – ha ribadito Ciceri –. Oggi cerchiamo professionisti che uniscano soft skill, tecnica, digitale e capacità gestionali. Ma soprattutto serve una collaborazione stabile e concreta tra imprese, istituzioni e professioni tecniche. Solo facendo squadra possiamo affrontare davvero le transizioni in atto e trasformarle in opportunità di crescita. Per questo abbiamo iniziato la collaborazione con l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano”.
A dare il benvenuto ai partecipanti, Carlotta Penati, presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano, che ha posto l’accento su un punto cruciale: in un’epoca di trasformazioni tecnologiche rapide e spesso dirompenti, il vero fattore competitivo non è più la tecnologia in sé, ma la capacità delle persone di comprenderla, governarla e integrarla nei processi produttivi.
“Il valore delle PMI risiede proprio nel capitale umano: esperienza, capacità di adattamento e quel ‘saper fare’ che rende unico il modello lombardo – ha dichiarato Penati –. Le PMI sono chiamate ad affrontare sfide decisive su digitalizzazione e sostenibilità; senza un supporto adeguato, queste eccellenze rischiano di dover cedere il passo ai grandi gruppi multinazionali esteri, alimentando una pericolosa desertificazione industriale”.
Un ruolo, quello dell’Ordine, che Penati ha definito di “indirizzo e supporto alla collettività”, finalizzato a creare una sinergia concreta a sostegno del tessuto produttivo: “La partnership strategica con A.P.I. è finalizzata a creare una sinergia concreta a sostegno del nostro tessuto produttivo, per avviare e implementare quei processi di innovazione indispensabili affinché le aziende lombarde possano diventare più competitive, sostenibili e, soprattutto, protagoniste del proprio futuro”.
A impreziosire il confronto, l’intervento di Elena Buscemi, presidente del Consiglio Comunale di Milano, che ha scelto di legare il tema delle competenze a un anniversario carico di significato per la città e per A.P.I.: il ricordo dell’attentato terroristico del 1976, un momento storico complesso per l’Italia.
“In un giorno carico di storia e sentimenti per A.P.I. ma anche per Milano, ci ritroviamo insieme per parlare di valore del lavoro, delle persone e delle imprese che, insieme alle competenze, sono i fattori chiave dello sviluppo della nostra città e del Paese – ha detto Buscemi –. Quegli stessi valori, quella dedizione al lavoro e la solidarietà che si sviluppò nella società civile, furono gli anticorpi che permisero ad Apimilano di reagire all’attentato e al Paese di uscire da uno dei momenti più difficili della nostra storia”.
La tavola rotonda, moderata dal direttore generale di A.P.I. Stefano Valvason, ha visto anche la partecipazione di Carmelo Iannicelli, tesoriere e consigliere dell’Ordine, insieme ai rappresentanti delle Commissioni Intelligenza Artificiale e Start-up e Innovazione, Raffaella Folgieri e Vito Savino, che hanno portato il contributo delle rispettive aree di competenza sul tema delle nuove tecnologie e del loro impatto sul mondo del lavoro.
Il messaggio finale emerso dall’incontro è inequivocabile: le imprese manifatturiere hanno bisogno di percorsi formativi mirati, agili e capaci di intercettare le opportunità tecnologiche emergenti. Non serve formazione generica, ma competenze specifiche che sappiano coniugare la solidità tecnica con la flessibilità necessaria ad affrontare le transizioni digitale e green.
“Dall’incontro – ha concluso Ciceri – è emerso un messaggio inequivocabile: le imprese manifatturiere hanno bisogno di percorsi formativi mirati, agili e che permettano di cogliere le opportunità tecnologiche emergenti. C’è voglia di investire. Ma serve una collaborazione stabile e concreta tra imprese, istituzioni e professioni tecniche. Solo facendo squadra possiamo affrontare davvero le transizioni in atto e trasformarle in opportunità di crescita”.


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