Bentornati con la nostra rubrica dedicata al turismo. Oggi vi portiamo alla scoperta delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 e dei suoi effetti sui territori italiani, un evento che va ben oltre lo sport e racconta l’Italia.
Le Olimpiadi Invernali 2026 rappresentano uno degli eventi più rilevanti per l’Italia degli ultimi decenni, non solo sul piano sportivo ma anche economico, sociale e ambientale. Hanno coinvolto un territorio ampio che comprende Milano, Cortina d’Ampezzo e diverse aree alpine tra Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige. Presentate come un’opportunità di sviluppo, mostrano però anche criticità che rendono il bilancio complesso.
Dal punto di vista economico, l’impatto stimato è stato tra i 5 e i 6 miliardi di euro, con circa 5,3 miliardi effettivi e oltre 60.000 posti di lavoro, per lo più temporanei, secondo i dati riportati anche da ANSA. I costi sono però cresciuti oltre i 4 miliardi, fino a superare i 10 considerando le opere collegate, alimentando il dibattito sulla sostenibilità della spesa pubblica.
A Milano i prezzi immobiliari sono aumentati anche del 10–15% in alcune aree, mentre nelle località alpine gli alloggi turistici hanno registrato rialzi del 20–30%, con effetti diretti sul costo della vita.
Le Olimpiadi hanno inoltre accelerato oltre 90 opere pubbliche, con più di 3 miliardi investiti in infrastrutture, tra cui il miglioramento dei collegamenti ferroviari e stradali e la riqualificazione degli impianti sportivi. Questi interventi rappresentano un possibile lascito positivo, anche se alcune opere sono state criticate per il rischio di sottoutilizzo dopo i Giochi.
Le differenze territoriali restano marcate, da una parte Milano concentra gran parte degli investimenti e dei benefici, rafforzando il proprio ruolo internazionale, mentre dall’altra le aree montane affrontano una pressione più intensa.
Sul piano ambientale emergono le criticità più evidenti, infatti l’evento ha comportato emissioni nell’ordine di centinaia di migliaia di tonnellate di CO₂ e un forte consumo di acqua per l’innevamento artificiale, con impatti sugli ecosistemi alpini già vulnerabili al cambiamento climatico.
Anche socialmente gli effetti sono contrastanti; alle opportunità lavorative si affiancano precarietà e aumento dei prezzi.
Guardando al futuro, nelle aree intorno a Cortina si aprono alcune opportunità, come lo sviluppo di un turismo più destagionalizzato (non solo invernale) e il miglioramento dell’accessibilità grazie alle nuove infrastrutture, che potrebbero favorire anche le economie locali.
Tuttavia, persistono rischi concreti, come un’eccessiva dipendenza dal turismo, lo spopolamento dei residenti e la trasformazione dei territori in località sempre più costose e meno vivibili.
Per Milano e le aree limitrofe, invece, le Olimpiadi potrebbero consolidare ulteriormente il ruolo della città come hub europeo, attirando investimenti e grandi eventi anche in futuro.
Allo stesso tempo, però, resta il rischio di un aumento delle disuguaglianze urbane, con alcune zone sempre più valorizzate e altre marginalizzate, oltre alla possibile difficoltà di rendere davvero utili e sostenibili tutte le infrastrutture realizzate.
Nel complesso, Milano-Cortina 2026 mostra come i grandi eventi possano generare crescita ma anche squilibri, e il loro vero impatto potrà essere valutato solo nel lungo periodo, soprattutto in relazione alla capacità dei territori di trasformare queste opportunità in uno sviluppo equilibrato e sostenibile.
News | 25 marzo 2026, 12:00
Milano-Cortina 2026: l’eredità delle Olimpiadi!
Dall’impatto economico ai rischi ambientali e sociali, le Olimpiadi invernali hanno segnato un cambio di passo per città e territori, tra infrastrutture, turismo e sviluppo futuro.
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Zaki Lombardo



