News | 10 marzo 2026, 08:26

Ciclone Harry, via ai lavori al porto di Portopalo: 1,36 milioni per la messa in sicurezza. Schifani: "Ripartenza vicina"

Consegnati i cantieri per riparare i danni della mareggiata da record. Onde di 16 metri nel Canale di Sicilia. Opere anche in altri nove scali dell'Isola per un totale di oltre 10 milioni di euro

Ciclone Harry, via ai lavori al porto di Portopalo: 1,36 milioni per la messa in sicurezza. Schifani: "Ripartenza vicina"

Portopalo di Capo Passero – Il conto dei danni lasciati dal passaggio del ciclone Harry sulla Sicilia è salato: oltre mezzo miliardo di euro lungo la costa ionica. Tra le ferite più profonde, quella inferta al porto di Portopalo di Capo Passero, scalo vitale per l'economia della marineria siracusana. La risposta della Regione non si è fatta attendere e oggi, a poco più di un mese dalla tempesta, si entra nel vivo con la consegna dei lavori di messa in sicurezza.

Stamattina, infatti, sono stati ufficialmente consegnati gli interventi di somma urgenza per il ripristino della banchina del porto, gravemente danneggiata dalle eccezionali mareggiate del 18 gennaio scorso. A aggiudicarsi i lavori, per un importo complessivo di 1.360.000 euro, è stato il consorzio Medil di Benevento, a seguito della procedura avviata dal Genio civile di Siracusa. Presenti alla cerimonia di consegna il direttore del dipartimento regionale Tecnico, Duilio Alongi (nominato dal presidente Schifani soggetto delegato al coordinamento degli interventi post-ciclone), il sindaco Rachele Rocca, l'ingegnere capo del Genio civile di Siracusa Maurizio Vaccaro, il rup Luigi Di Natali e il progettista Gino Montecchi.

Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, pur non potendo partecipare a causa di un leggero stato influenzale, ha voluto sottolineare la rapidità dell'azione di governo: «Stiamo lavorando con velocità per restituire operatività e sicurezza alla banchina, in modo da consentire ai pescherecci di Portopalo di tornare a fruire della struttura portuale al più presto e senza rischi. È un momento di ripartenza, dopo i danni causati dal ciclone Harry. Abbiamo mobilitato le risorse necessarie e sono già partite decine di opere e altre ne avvieremo in questi giorni».

La furia di Harry non è stata una semplice mareggiata invernale. Secondo i dati dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), una boa posizionata nel Canale di Sicilia, tra Portopalo e Malta, ha registrato un'onda di ben 16 metri, la più alta mai documentata nel Mar Mediterraneo . Una potenza devastante che ha letteralmente eroso il porto dal suo punto più debole: la parte sommersa.

Le indagini subacquee hanno evidenziato la formazione di pericolosi "sgrottamenti" alla base dell'infrastruttura, cavità attraverso le quali l'acqua marina si insinua minando la stabilità della banchina, con conseguenti danni anche alla pavimentazione superficiale.

Per questo, il piano di intervento è complesso e strutturale. I lavori, che dovranno essere completati entro sei mesi, prevedono:

La realizzazione di una paratia con pali di cemento armato per blindare la struttura.

Il riempimento delle cavità sommerse con massi e calcestruzzo.

Il rifacimento della pavimentazione superficiale per un'area di oltre 6.000 metri quadrati.

L'obiettivo è procedere per fasi, per consentire alla marineria locale di tornare a fruire dello scalo in condizioni di sicurezza nel minor tempo possibile. «Una dimostrazione di efficienza dell'apparato che ho attivato», ha aggiunto Schifani, annunciando che «non lasceremo indietro nessuno. Eventi estremi saranno sempre più frequenti, purtroppo, e dobbiamo pianificare in sinergia con lo Stato e le amministrazioni locali gli interventi per far fronte a un clima che sta cambiando».

Quello di Portopalo non è un caso isolato. L'intera costa orientale della Sicilia è stata messa in ginocchio dalle mareggiate. La Regione ha quindi messo in campo un piano coordinato di interventi per i porti minori e le infrastrutture di attracco, con una spesa complessiva che supera i 10,8 milioni di euro.

Parallelamente ai lavori nel Siracusano, sono già stati affidati o sono in procinto di partire i cantieri in diversi scali dell'Isola:

In provincia di Catania: a Stazzo, Pozzillo, Santa Tecla, Santa Maria La Scala e Capo Mulini (Acireale), Ognina e San Giovanni Li Cuti (Catania), Riposto.

Nelle isole minori: a Stromboli (Messina), Lampedusa (Agrigento), Ustica (Palermo), Levanzo e Marsala (Trapani), Torre Faro e Santa Marina Salina (Messina).

Un piano diffuso che mira a ricucire le ferite di un territorio fragile, garantendo la sopravvivenza delle economie locali legate al mare e alla pesca.

Redazione