News | 08 marzo 2026, 15:51

Formazione finanziata, la riforma dei Fondi interprofessionali cambia le regole del gioco

Nuove linee guida del Ministero del Lavoro riscrivono governance, controlli e opportunità per il sistema che ogni anno forma milioni di lavoratori. Il 25 marzo a Roma il Symposium di Ecosistema Formazione Italia per fare il punto sulla trasformazione in corso

Formazione finanziata, la riforma dei Fondi interprofessionali cambia le regole del gioco

Roma – Dopo quasi vent'anni di sostanziale continuità normativa, la formazione finanziata italiana cambia volto. Con il Decreto Direttoriale n. 8 del 9 gennaio 2026, il Ministero del Lavoro ha adottato le nuove Linee Guida per il funzionamento dei Fondi paritetici interprofessionali, ridisegnando equilibri, regole e prospettive di un comparto che ogni anno investe risorse miliardarie nella crescita professionale di milioni di lavoratori .

Il provvedimento, che sostituisce integralmente le precedenti disposizioni risalenti al 2018, introduce un sistema più strutturato e standardizzato. L'obiettivo dichiarato è rafforzare trasparenza, affidabilità e controllo pubblico, ma l'impatto operativo è destinato a farsi sentire pesantemente su tutti gli attori della filiera: dai Fondi stessi agli enti di formazione, dalle imprese ai professionisti del settore .

Tra le principali novità, spiccano le verifiche periodiche quinquennali sull'operatività dei Fondi, l'obbligo di piani triennali di sostenibilità economico-organizzativa e requisiti infrastrutturali e digitali più avanzati. Il sistema informativo integrato (SI-FP Fondi) diventerà il cuore pulsante del monitoraggio ministeriale, calamitando dati su attività formative, attestazioni e risorse finanziarie .

Sul fronte della gestione, viene introdotto un massimale di restituzione sui Conti Formativi Aziendali: le risorse versate dall'impresa dovranno essere spese entro due anni, pena il loro riversamento nel conto collettivo. Una misura che inciderà soprattutto sulle grandi imprese e sulle Pubbliche Amministrazioni, abituate a programmare la formazione su orizzonti temporali più lunghi .

L'apertura alla gestione di risorse integrative e complementari, anche di origine privata, amplia il potenziale di investimento sulla formazione. Tuttavia, i nuovi standard organizzativi e tecnologici aumentano i costi di conformità, rendendo il sistema più solido ma anche più selettivo. La capacità tecnologica diventa requisito di accesso al mercato, non più un optional .

Critiche arrivano da alcuni osservatori. Secondo gli esperti di Adapt, l'impianto delle Linee Guida rischia di concentrarsi sugli aspetti formali piuttosto che sulla qualità effettiva della formazione. "L'attenzione è rivolta all'attestazione del percorso, non al raggiungimento dell'esito formativo – si legge in un'analisi pubblicata sul Bollettino Adapt – Il rischio è rafforzare modelli tradizionali basati sulle ore erogate piuttosto che sulle competenze effettivamente acquisite" .

Per discutere questi temi, il 25 marzo presso l'Università degli Studi Link di Roma si terrà il Symposium della Formazione Finanziata, promosso da Ecosistema Formazione Italia in collaborazione con Studio Galvan. L'evento, a numero chiuso e su invito, riunirà rappresentanti istituzionali, Fondi interprofessionali, enti attuatori e imprese per analizzare i nodi aperti dalla riforma: sostenibilità, digitalizzazione, certificazione delle competenze e integrazione tra risorse pubbliche e private .

"Il decreto introduce un sistema di regole più strutturato e vincolante, destinato a incidere non solo sugli aspetti amministrativi ma anche sugli equilibri del mercato e sulla concorrenza tra Fondi", spiega Giovanni Galvan, esperto di politiche attive del lavoro. "Si apre una fase di transizione in cui sarà determinante comprendere come le nuove disposizioni verranno applicate operativamente".

Il Symposium rappresenta il momento preparatorio dell'Innovation Training Summit, in programma il 26 e 27 marzo all'Auditorium della Tecnica, che riunirà oltre 250 relatori e 3.500 partecipanti per discutere il futuro della formazione e del lavoro .

Redazione