Matera – La crescente attenzione alla salute riproduttiva e il desiderio di un approccio preventivo e naturale stanno ridisegnando il mercato degli integratori per la fertilità. In questo scenario, l’Italia conquista il terzo gradino del podio europeo, posizionandosi dietro solo a Germania e Francia per quota di mercato. Secondo un recente report di Grand View Research, entro il 2030 il fatturato italiano nel settore raggiungerà i 155 milioni di dollari, segnando un incremento del 66% rispetto ai 93 milioni registrati nel 2023. Una crescita esponenziale che riflette un cambiamento culturale profondo, dove la fertilità non è più vissuta come una questione emergenziale, ma come un percorso di consapevolezza e prevenzione da affrontare con strumenti mirati e personalizzati.
A livello continentale, il mercato degli integratori per la fertilità viaggia a ritmo serrato. Le previsioni parlano di un valore complessivo che supererà i 520 milioni di dollari entro il 2035, con un balzo del 108% in nove anni. La Germania guida la classifica con una quota del 28,5%, seguita dalla Francia al 19,2% e dall’Italia al 15,1%. Un trend che si inserisce in un contesto globale in forte espansione: entro il 2031, il giro d’affari mondiale dovrebbe toccare i 3,22 miliardi di dollari, spinto dal rinvio della genitorialità e dalla conseguente domanda di soluzioni non invasive in grado di migliorare la qualità dei gameti e l’equilibrio ormonale.
In Italia, il tasso di crescita annuale composto (CAGR) si attesta al 7,2%. Un dato sostenuto non solo dall’integrazione di questi prodotti nei percorsi sanitari tradizionali, ma anche da una radicata cultura del benessere che guarda con favore alle soluzioni naturali. «La crescita del mercato riflette un cambiamento culturale: sempre più persone vogliono affrontare la fertilità in modo consapevole e preventivo – spiega la dott.ssa Sabrina Fiorentino, CEO e responsabile scientifica di Sestre, startup femtech italiana che ha recentemente promosso a Matera un convegno sul tema – Ma servono informazione corretta, integrazione tra nutrizione clinica e innovazione tecnologica e maggiore formazione dei professionisti. La fertilità è un sistema complesso e va affrontata con un approccio multidisciplinare».
Proprio nella città dei Sassi, si è tenuto nei giorni scorsi il convegno scientifico “Regolazione Epigenetica della Fertilità: un approccio multidisciplinare tra nutrizione, clinica e ambiente”. Un’occasione di confronto che ha riunito alcuni tra i maggiori esperti italiani per discutere di epigenetica, stili di vita e nuove frontiere terapeutiche. Un approccio che vede nella sinergia tra diverse competenze la chiave per offrire risposte più efficaci a chi desidera un figlio. «Per le pazienti questo significa avere sempre un punto di riferimento per chiarire dubbi, ricevere input e stabilire il percorso più adeguato – sottolinea il dott. Catello Scarica, co-fondatore di New Fertility Group e membro del comitato scientifico Sestre – rompendo gli schemi e creando sinergie che permettono di cogliere dettagli rilevabili solo con più punti di vista».
Nonostante la domanda crescente, la consapevolezza dei consumatori sull’importanza della nutrizione mirata per la fertilità resta ancora carente. Ecco perché gli esperti puntano sulla validazione scientifica come elemento distintivo: autenticità degli ingredienti, efficacia clinica e biodisponibilità sono oggi i criteri guida nella scelta di un integratore, sia per i pazienti che per i professionisti della salute riproduttiva.


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