Aprire una Partita IVA viene spesso raccontato come una scelta di libertà. Meno si dice, però, che significa anche assumere un ruolo di leadership permanente: non verso un team, ma verso se stessi.
Nessun capo che assegna priorità, nessun orario imposto, nessuna struttura che protegge da decisioni sbagliate. Tutto passa dall’autogestione. In questo senso, il lavoratore autonomo è chiamato a essere leader di sé stesso ogni giorno: nel definire obiettivi, nel gestire il tempo, nel dire no a richieste non sostenibili, nel prendersi la responsabilità delle proprie scelte economiche e professionali.
È una leadership silenziosa, spesso invisibile, ma continua, che richiede lucidità e coerenza più che carisma.
Questo pensiero può spaventare non pochi lavoratori autonomi. D’altronde, nessuno insegna davvero come “essere a capo di sé stessi”. La leadership personale viene spesso considerata un’attitudine naturale, quando in realtà è una competenza che può (e deve) poggiare su principi chiari e allenabili.
In questo senso, il contributo di Brené Brown, nel suo libro Dare to Lead (in italiano “Osare guidare”), offre spunti preziosi anche fuori dal contesto aziendale.
Uno dei suoi pilastri è l’idea che la chiarezza sia la più alta forma di rispetto verso sé stessi e verso gli altri.
Essere chiari su confini, aspettative e limiti non rende meno affidabili, ma costruisce fiducia. Al contrario, l’ambiguità genera frustrazione, fraintendimenti e relazioni professionali fragili.
Per una Partita IVA, saper guidare sé stessi significa quindi saper scegliere, delimitare, rinunciare.
Significa comprendere che dire sempre sì non è leadership, ma rinuncia al controllo. In un mercato che chiede flessibilità continua, la vera competenza distintiva potrebbe essere proprio questa: la capacità di esercitare una leadership interna solida, prima ancora di qualsiasi ruolo esterno.
News | 09 febbraio 2026, 12:00
Partitva IVA: essere leader di sé stessi
Attitudine o teoria?
In Breve
lunedì 09 febbraio


Marta Zanni



