Roma – Il vetro nelle costruzioni non è più solo un elemento di chiusura, ma un componente strutturale ad alte prestazioni che definisce il valore stesso di un edificio. In Italia, il mercato del vetro piano vale 1,3 miliardi di euro, con una crescita del 28% negli ultimi cinque anni. La maggior parte del consumo, il 68%, è destinato al comparto delle costruzioni, trainato dalla domanda di edifici residenziali e commerciali performanti. È quanto emerge da un’analisi aggiornata al 2026 del brand Resolglass, specializzato in soluzioni architettoniche, elaborata sulla base di dati di settore.
La trasformazione è in atto: facciate continue, serramenti innovativi e sistemi vetrati integrati sono sempre più leva strategica per valorizzare gli immobili, incidendo su qualità architettonica, efficienza energetica e attrattiva commerciale. "Nel real estate il vetro non è più un elemento accessorio, ma una componente strutturale che contribuisce direttamente al valore economico dell'edificio", sottolinea Enrico Scozzari, CEO del Gruppo Resolfin, a cui fa capo Resolglass.
L'industria italiana del vetro nel suo complesso è un asset strategico nazionale, con un valore aggiunto di 3,2 miliardi di euro e oltre 16.500 dipendenti diretti. Il comparto del vetro piano architettonico, in particolare, naviga in acque positive. Le stime di Resolglass indicano una crescita futura con tassi annui intorno al 4%, sostenuta dalla domanda edilizia e dal ruolo del Paese tra i principali player industriali europei.
A livello globale, le proiezioni confermano il trend: il mercato del vetro piano è atteso passare da 83,17 milioni di tonnellate nel 2025 a 105,14 milioni entro il 2031. Il settore delle costruzioni, che già assorbe oltre l'80% del vetro piano a livello mondiale, rimane il traino principale. In Italia, tuttavia, il contesto è in evoluzione: dopo la fine degli incentivi fiscali straordinari, si prevede una fase di ristrutturazione del mercato, con il segmento residenziale in leggera flessione e quello non residenziale (terziario avanzato, infrastrutture) in crescita.
Il percorso di crescita è strettamente intrecciato con la sostenibilità e l'economia circolare. L'analisi di Resolglass evidenzia per il settore un tasso di riutilizzo del 31% e un forte incremento dei volumi avviati a recupero. Secondo gli ultimi dati Ispra, negli ultimi quattro anni le quantità di vetro recuperate in Italia sono passate da 64.305 a 84.276 tonnellate, con un balzo del 31%.
L'Italia si conferma un'eccellenza europea nel riciclo, con un tasso per gli imballaggi in vetro che supera l'80%. Questo non è solo un risultato ambientale, ma una necessità industriale per un Paese la cui dipendenza dalle importazioni di materie prime (46,6%) è più che doppia rispetto alla media UE. Utilizzare "cullet" (vetro riciclato) non riduce solo i rifiuti in discarica, ma rende il processo produttivo più efficiente, fondendo a temperature inferiori.
La produzione del vetro rimane un processo energivoro, che in Italia consuma circa l'1,5% dell'energia nazionale. La decarbonizzazione del settore è una sfida cruciale. Uno studio congiunto Enea-Assovetro del 2026 delinea sette soluzioni tecnologiche calibrate sul contesto italiano, tra cui l'uso di idrogeno verde e biometano, la cattura della CO2, l'elettrificazione dei forni e l'aumento dell'uso di vetro riciclato.
Adottare combustibili verdi, nello scenario "Green Fuel", potrebbe abbattere le emissioni del 45%, mentre puntare sulla cattura e stoccaggio della CO2 (scenario CCS) permetterebbe di eliminare il 69% delle emissioni. La transizione è resa più urgente dai costi dell'energia, che in Italia restano tra i più alti d'Europa, mettendo a rischio la competitività.
Il futuro del vetro in architettura sarà plasmato da normative edilistiche sempre più stringenti sull'efficienza energetica, che spingono verso vetri basso-emissivi, tripli vetri e unità isolanti sottovuoto. A livello globale, mega-progetti come NEOM in Arabia Saudita, che si stima richiederà 50 milioni di m² di vetro specializzato, disegnano una domanda di altissima gamma.
L'innovazione corre su fronti come il vetro fotovoltaico integrato nelle facciate e il vetro dinamico (elettrocromico), che promette di regolare opacità e isolamento in base alle condizioni esterne, diventando un elemento attivo della gestione energetica dell'edificio.
Il mercato italiano, con le sue imprese e la sua filiera, è chiamato a cogliere queste opportunità, consolidando una leadership che unisce prestazioni, design e, sempre di più, circolarità.


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