Nonostante il quadro internazionale sia caratterizzato da molteplici incertezze, la fiducia delle famiglie e delle imprese ha mostrato, anche a gennaio 2026, un miglioramento che deve essere valorizzato in chiave di crescita prospettica. Ma non è tutto oro quello che luccica. Sul versante delle famiglie, le attese di miglioramento sia sul versante del mercato del lavoro sia dei prezzi potrebbero contribuire a consolidare i segnali di risveglio della domanda emersi negli ultimi
mesi del 2025. Anche più favorevole è l’intonazione degli imprenditori della manifattura e dei servizi alle imprese e rassicura l’ulteriore crescita registrata dalla fiducia nell’area del turismo. In questo contesto, complessivamente positivo, suscita qualche timore il deterioramento del sentiment degli operatori del commercio, soprattutto tra quelli operanti nelle imprese di minori
dimensioni. I miglioramenti degli ultimi mesi non sono, quindi, ancora pienamente percepiti dal settore della distribuzione, confermando l’idea che la crescita dei consumi a cavallo dello scorso dicembre abbia interessato prevalentemente i servizi.
Questo il commento dell’Ufficio Studi di Confcommercio ai dati Istat di oggi.


c.s.



