News | 25 gennaio 2026, 11:02

Basilicata lancia lo screening polmonare: tac a basso dosaggio per 195.000 lucani a rischio

Un investimento regionale di 490.000 euro annui punta a diagnosticare precocemente il tumore del polmone, la prima causa di morte oncologica in Italia, con l'obiettivo di ridurre la mortalità fino al 40% tra le donne.

Basilicata lancia lo screening polmonare: tac a basso dosaggio per 195.000 lucani a rischio

POTENZA – La Regione Basilicata dà il via a un programma strutturale di screening per il tumore del polmone, rivolto a circa 195.572 cittadini tra i 50 e i 74 anni considerati a più alto rischio. Coordinato dall'IRCCS CROB di Rionero in Vulture e finanziato con 490.000 euro annui dal Fondo Sanitario Regionale, il progetto si basa sull'esame cardine della Tomografia Computerizzata (TC) del torace a basso dosaggio (LDCT). Questo strumento, rapido e non invasivo, ha dimostrato a livello internazionale di poter ridurre significativamente la mortalità legata alla patologia.

Il tumore del polmone rimane una delle principali cause di morte per cancro. L'assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, sottolinea come questa iniziativa rafforzi in modo strutturale la strategia di prevenzione e diagnosi precoce, pilastri di una sanità pubblica efficace. Lo screening polmonare si inserisce in un percorso più ampio che include e consolida anche i programmi attivi per il tumore della mammella, della cervice uterina, del colon-retto e, recentemente, della prostata.

"Prevenire significa avere la possibilità, in soggetti apparentemente sani, di identificare eventuali patologie in uno stadio iniziale", afferma Massimo De Fino, Direttore generale dell'IRCCS CROB. Il Centro, già coordinatore dei tre screening oncologici ordinari, punta a un'alta adesione della popolazione per proporre a livello ministeriale l'inserimento di questo percorso nei Livelli Essenziali di Assistenza. La Basilicata ha già un'esperienza positiva nel campo, avendo registrato tassi di adesione tra i più alti in Italia durante la partecipazione al progetto Rete Italiana Screening Polmonare (RISP).

Il cuore scientifico del programma è la TC a basso dosaggio. Come spiega Maria Imma Lancellotti, Coordinatrice scientifica dello Screening Polmonare regionale, questa metodica consente di studiare nel dettaglio il parenchima polmonare e individuare noduli tumorali quando sono ancora di dimensioni millimetriche. "Fare diagnosi precoce significa identificare un tumore quando le possibilità terapeutiche sono estremamente elevate, migliorando nettamente la prognosi", chiarisce Lancellotti. Studi internazionali di riferimento, come l'americano NLST e l'europeo NELSON, hanno dimostrato una riduzione della mortalità rispettivamente del 20% e fino al 26% negli uomini e del 39% nelle donne sottoposte a questo screening.

Il programma è pensato specificamente per i forti fumatori ed ex fumatori, il gruppo a più alto rischio. I criteri per essere "forti fumatori" sono definiti in base ai "pacchetto-anni": ad esempio, aver fumato un pacchetto da 20 sigarette al giorno per 30 anni. La sensibilizzazione di questa fascia di popolazione è considerata cruciale per il successo della campagna, che è gratuita per i cittadini eleggibili.

L'iniziativa rappresenta un passo significativo nella lotta al tumore del polmone, una malattia spesso asintomatica nelle fasi iniziali. La speranza è che, come per altri screening consolidati, un intervento tempestivo possa trasformare radicalmente la prognosi, allungando la vita e rendendo i trattamenti più efficaci e meno invasivi.

Redazione