A pochi mesi dalla scadenza dell'autorizzazione, il futuro della nave rigassificatrice Italis Lng (ex Golar Tundra) nel porto di Piombino si complica. Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, nella sua duplice veste di governatore e commissario straordinario per l'opera, pone una condizione netta al governo Meloni: non si discute della proroga della concessione, che scade a luglio 2026, prima di aver chiarito il motivo per cui le opere di compensazione promesse al territorio sono rimaste largamente disattese.
"Snam ha presentato una proposta di proroga della concessione – ha affermato Giani – ma prima di parlare di questo sarebbe opportuno fissare un incontro con governo e Snam stessa per parlare degli impegni disattesi". Il riferimento è al memorandum allegato all'autorizzazione del 2022, che elenca dieci interventi di mitigazione e compensazione a favore di Piombino e della Toscana. Secondo Giani, a oggi solo due di questi sono parzialmente in corso di realizzazione.
Nello specifico, il presidente ha ricordato che sono stati stanziati 88 milioni per le bonifiche e sono partiti i lavori per il primo lotto della strada 398, il bypass tra Rimateria e Gagno, sebbene per il secondo lotto siano stati tagliati 55 milioni di fondi del Pnrr. Vengono invece ritenute ancora sulla carta altre misure cruciali, come il potenziamento del porto da 140 milioni, la realizzazione di un parco per le energie rinnovabili e la riduzione del 50% del costo del gas per il territorio. "Sapere che su 10 opere ne sono state realizzate, o se ne stanno realizzando, appena due, è ingiustificato", ha dichiarato con fermezza Giani, sottolineando che questo tavolo di chiarimenti è una "premessa per qualsiasi valutazione e discussione successiva".
La posizione del governatore toscano è radicale: in assenza di risposte concrete, non intende avallare alcuna proroga e ha già messo a disposizione il proprio ruolo di commissario. "Finché sono io il commissario non mi sento, onestamente, di mandare avanti nessun’altra proposta. Il governo mi revocherà e, a quel punto, nominerà un commissario per fare la proroga", ha affermato in un'intervista a Radio 24. L'autorizzazione originaria fu concessa per tre anni proprio per limitare l'impatto temporaneo su Piombino, città che ora, secondo Giani, ha bisogno di quella banchina per progetti di reindustrializzazione e per lo sviluppo di nuove filiere, come quella dell'eolico offshore.
La richiesta di proroga da parte di Snam arriva in un contesto di stallo nella ricerca di un sito alternativo. L'ipotesi di Vado Ligure è stata respinta dalla Regione Liguria, e al momento non sembrano esserci altre soluzioni pronte. Il rigassificatore di Piombino, con una capacità di 5 miliardi di metri cubi l'anno, copre una quota significativa (circa l'8-10%) del fabbisogno nazionale di gas, rendendo la decisione delicata anche per la sicurezza energetica del Paese.
Giani chiede ora un incontro formale a cui siedano, oltre al ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, anche la Presidenza del Consiglio, essendo questi i soggetti indicati come attuatori nel memorandum. L'invito è a rispettare l'accordo siglato nel 2022, sottolineando come l'inerzia sia coincisa con il cambio di governo: "Quando concordammo tutti gli atti in carica c'era il governo Draghi: sono convinto che se fosse stato confermato, gli impegni assunti sarebbero stati realizzati. Con il cambio di governo, nonostante le sollecitazioni, si è fermato tutto o quasi".


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