News | 22 gennaio 2026, 21:32

Bilancio 2025: in Lombardia migliora l'aria, ma le criticità restano

I dati diffusi dalla Regione evidenziano un progressivo calo delle polveri sottili e del biossido di azoto. Bene molti capoluoghi, ma si registrano ancora superamenti critici a Milano, Brescia e Cremona. L'assessore Maione: "La transizione ecologica è una realtà dei fatti".

Bilancio 2025: in Lombardia migliora l'aria, ma le criticità restano

MILANO – I dati definitivi sulla qualità dell'aria per l'anno appena concluso, diffusi ieri dalla Regione Lombardia, confermano un trend positivo e ormai consolidato di miglioramento per la maggior parte degli indicatori principali. L'analisi delle concentrazioni di inquinanti rilevate dalla rete di centraline certificate di Arpa Lombardia mostra un'ulteriore riduzione, seppur in un quadro dove persistono alcune zone critiche.

Un segnale incoraggiante arriva dall'andamento del particolato PM10. Per la prima volta, nel 2025 il limite annuale di 40 microgrammi per metro cubo è stato rispettato in tutte le stazioni di monitoraggio regionali, un traguardo che segue un trend di riduzione iniziato nel 2018. Si sono registrati progressi significativi anche per quanto riguarda i superamenti del limite giornaliero (50 µg/m³, massimo 35 giorni all'anno). Il 90% delle centraline ha infatti riportato una riduzione dei giorni di superamento rispetto al 2024.

«Il quadro emerso ci dice che siamo sulla strada giusta», ha commentato Giorgio Maione, assessore regionale all'Ambiente e Clima. «Il triennio appena concluso è stato il migliore di sempre e questo dimostra che la transizione ecologica che stiamo portando avanti è una realtà dei fatti». Maione ha sottolineato come il bacino padano presenti criticità morfologiche uniche, ma ha ricordato come le emissioni pro capite dei lombardi siano ormai un terzo rispetto alla media europea, grazie a politiche sul rinnovo del parco auto, degli impianti di riscaldamento e sulla gestione degli effluenti zootecnici.

I dati mostrano una sostanziale aderenza ai limiti in molte aree urbane: il limite dei 35 giorni per il PM10 è stato rispettato non solo a Lecco, Sondrio e Varese, che hanno una storia positiva, ma anche per la prima volta a Como, Bergamo, Pavia e Mantova. Un traguardo storico è stato raggiunto da Brescia, che per la prima volta dall'avvio delle misurazioni è riuscita a mantenere i superamenti entro la soglia consentita.

Tuttavia, non mancano le criticità. Le centraline di Rezzato (BS) e Soresina (CR) continuano a segnalare valori preoccupanti, con rispettivamente 69 e 67 giorni di superamento, indicando la necessità di misure specifiche per queste zone. La situazione a Milano, seppure in netto miglioramento, rimane complessa: le stazioni di 'Pascal' e 'Marche' hanno superato il limite per 66 giorni, pur registrando un calo rispetto all'anno precedente.

Positivo anche il bilancio per il PM2.5, il particolato più fine e pericoloso. Il valore medio regionale si è attestato sui minimi storici degli ultimi tre anni, fissandosi a 18 µg/m³, e il limite annuale di 25 µg/m³ è stato rispettato quasi ovunque, con Soresina come unica eccezione. Per il secondo anno consecutivo, anche il biossido di azoto (NO₂) ha fatto registrare medie annue inferiori ai limiti in tutti i capoluoghi, comprese le centraline da traffico di Milano e Brescia.

Questi risultati si inseriscono in un contesto nazionale ed europeo di crescente attenzione al tema. A fine 2024 è stata infatti pubblicata una nuova direttiva UE (n. 2881/2024) che, a partire dal 2030, imporrà limiti molto più stringenti per la protezione della salute, allineandosi progressivamente alle linee guida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Questo obiettivo, secondo analisi di organizzazioni come ISDE e Clean Cities Campaign, richiederà politiche ancor più incisive: il loro rapporto "Cambiamo Aria" stima che solo nelle 27 città italiane monitorate nel 2025, l'esposizione a PM2.5 sia stata responsabile di circa 6.731 morti premature.

La Lombardia, per consolidare il percorso intrapreso, dovrà confrontarsi con queste nuove sfide. L'impegno dichiarato è quello di continuare su una strada fatta di innovazione tecnologica e politiche integrate, per garantire che il miglioramento dell'aria non sia solo un dato statistico, ma si traduca in un beneficio concreto per la salute di tutti i cittadini.

Redazione