News | 15 gennaio 2026, 09:04

Vulture 2026. avviato il percorso per il titolo di "Città Italiana del Vino". Cicala: "Sarà un progetto di sistema"

L'assessore regionale alle Politiche Agricole ha convocato un primo tavolo operativo. Il progetto punta a unire vino, territori e sviluppo, coinvolgendo 14 Comuni dell'area che producono il prestigioso Aglianico del Vulture.

Vulture 2026. avviato il percorso per il titolo di "Città Italiana del Vino". Cicala: "Sarà un progetto di sistema"

È entrato nella fase operativa il percorso che porterà il territorio del Vulture a essere "Città Italiana del Vino" per il biennio 2026-2027. L’assessore regionale alle Politiche Agricole, Carmine Cicala, ha infatti convocato un primo incontro tecnico con il Comune capofila di Ripacandida, l’Enoteca Regionale e i Consorzi di tutela. Lo scopo è definire il metodo e la visione di un'iniziativa che, superando la logica dell'evento singolo, ambisce a generare uno sviluppo duraturo per l'intera area. «Metodo, coinvolgimento e responsabilità istituzionale sono le basi su cui intendiamo costruire questo progetto», ha dichiarato Cicala.

L'obiettivo è costruire un "progetto di sistema" che unisca vino, territorio, identità e sviluppo locale. Il titolo, assegnato dall'Associazione Nazionale Città del Vino, premia la candidatura corale di 14 Comuni lucani – oltre a Ripacandida, fanno parte Rionero in Vulture, Melfi, Barile, Venosa e altri – accomunati dalla produzione dell'Aglianico del Vulture. La giuria ha scelto all'unanimità il progetto lucano per la sua capacità di coniugare tradizione vitivinicola e sviluppo territoriale, con l'ambizione di diventare un "laboratorio nazionale di buone pratiche" per la rigenerazione delle aree interne.

Il percorso ora intrapreso dall’assessorato è propedeutico a un confronto più ampio che dovrà coinvolgere tutti gli attori del territorio: i sindaci dei Comuni del Vulture, i Parchi, l'Agenzia di Promozione Territoriale e, soprattutto, le imprese vitivinicole e del turismo. Il lavoro verrà poi portato all'attenzione del presidente della Regione, Vito Bardi, per valutare un sostegno economico adeguato a un'iniziativa ritenuta un'opportunità di crescita per l'intera Basilicata.

Questo riconoscimento assume un significato particolare in quanto, per la prima volta, il titolo di "Città Italiana del Vino" sarà condiviso per un biennio da due territori: il Vulture in Basilicata e l'area di Conegliano Valdobbiadene in Veneto. Si crea così un ponte ideale tra Nord e Sud Italia, con l'obiettivo di promuovere attraverso eventi e iniziative congiunte la straordinaria diversità del patrimonio enologico nazionale.

Per i 14 Comuni del Vulture si apre una fase intensa di lavoro, finalizzata alla creazione di un ricco programma annuale di eventi culturali, enoturistici e ambientali. L’auspicio è che questa vetrina nazionale possa accendere i riflettori su una terra dalla forte identità, rafforzando la promozione dei suoi vini e stimolando nuove opportunità turistiche, trasformando la viticoltura in un motore concreto di rigenerazione e crescita.

Redazione