Partita il 1° gennaio la campagna Isee 2026, dopo la pubblicazione della Legge di Bilancio in Gazzetta Ufficiale il 30 dicembre scorso. L’Inps ha comunicato che nella sola prima settimana dell’anno sono state trasmesse 435 mila Dichiarazioni sostitutive uniche tramite il portale unico dell’Istituto. Come avviene ogni anno, circa il 75% delle Dsu viene presentato nei primi due mesi per garantire la continuità delle prestazioni sociali. Le nuove regole di calcolo dell’indicatore della situazione economica equivalente sono già operative nei sistemi informatici, anche se per il momento l’attestazione rilasciata ai cittadini resta quella ordinaria.
Nuovo calcolo già attivo per cinque prestazioni sociali
Le modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio riguardano cinque misure: assegno di inclusione, supporto formazione e lavoro, assegno unico, bonus nido e bonus nuovi nati. Il nuovo Isee prevede una franchigia più elevata sull’abitazione principale e una scala di equivalenza più favorevole per i nuclei con figli. Secondo la Relazione tecnica allegata alla manovra, l’innalzamento della soglia di esclusione sulla casa comporterà maggiori oneri per la finanza pubblica stimati in circa 500 milioni di euro annui nel triennio 2026-2028. L’Inps ha confermato che tutte le Dsu presentate dal 1° gennaio vengono già elaborate con i nuovi criteri e che il valore aggiornato dell’indicatore sarà reso visibile sul portale entro la fine di gennaio. Per l’assegno unico, le mensilità di gennaio e febbraio restano legate all’Isee 2025, mentre da marzo scatterà l’adeguamento per chi avrà rinnovato la dichiarazione.
Effetti economici per autonomi, micro e piccole imprese
Il nuovo Isee rappresenta un parametro rilevante anche per partite Iva e micro-imprese, in particolare per l’accesso alle misure di sostegno al reddito e al welfare familiare. In Italia operano oltre 4,2 milioni di imprese, di cui più del 95% sono micro e piccole aziende, secondo i dati Unioncamere. In questo segmento rientrano anche numerosi lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata Inps, per i quali bonus e assegni legati all’indicatore incidono direttamente sul reddito disponibile. Nel 2024 il fatturato delle medie imprese ha registrato una flessione dell’1,2%, in un contesto di crescita economica moderata e di margini sotto pressione. Restano centrali gli strumenti agevolativi per gli investimenti in beni strumentali e per la transizione digitale e sostenibile, affiancati dai piani pluriennali di sostegno al credito annunciati dai principali gruppi bancari, con impegni finanziari fino al 2026. In questo quadro, l’adeguamento dell’Isee e le misure fiscali della manovra incidono sulle condizioni operative quotidiane di decine di migliaia di autonomi e piccole imprese.


Mario Gentile



