Potenza– Una svolta storica per la sanità privata convenzionata lucana. La Regione Basilicata ha sbloccato una situazione di stallo durata anni, stanziando oltre 5,5 milioni di euro in due anni per potenziare la riabilitazione estensiva e adeguando, per la prima volta dal 2010, le tariffe delle prestazioni erogate dai centri convenzionati. L'intervento, approvato con le delibere di programmazione dello scorso estate, mira a rafforzare l'offerta sanitaria territoriale, ridurre le liste d'attesa e garantire migliori condizioni retributive per il personale impiegato nel settore.
Le delibere della Giunta regionale hanno finalmente definito criteri e risorse per la contrattualizzazione delle prestazioni sanitarie erogate dai centri privati convenzionati, in particolare quelle di riabilitazione estensiva (ex art. 26) e di specialistica ambulatoriale (ex art. 25). La programmazione ha rispettato i tetti di spesa nazionali e ha tenuto conto per la prima volta dei fabbisogni reali del territorio, garantendo al contempo una maggiore equità nella ripartizione delle risorse tra le diverse branche specialistiche.
Il fulcro dell'intervento riguarda la riabilitazione estensiva, un servizio cruciale per pazienti cronici o in fase di recupero post-acuto. Per il 2025, la Regione ha incrementato le risorse per questo capitolo di oltre 4 milioni di euro, seguiti da ulteriori 1,5 milioni per il 2026. Questa iniezione di fondi ha permesso di eliminare definitivamente il taglio del 2% sulle tariffe che pesava sul settore dal lontano 2012 e, soprattutto, di procedere a un aggiornamento delle tariffe stesse ferme da ben 16 anni. Questo adeguamento si traduce in conseguenze dirette e positive sui salari di centinaia di dipendenti – tecnici della riabilitazione, fisioterapisti, infermieri – che operano all'interno delle strutture convenzionate.
Parallelamente, anche per la specialistica ambulatoriale è stato previsto un finanziamento aggiuntivo di quasi 2 milioni di euro, specificamente finalizzato all'abbattimento delle liste d'attesa, rispondendo a una delle principali criticità segnalate dai cittadini.
L'intera operazione si inserisce in un quadro finanziario di ampio respiro per il sistema sanitario lucano, a cui la Regione destinerà per il 2026 oltre 1,2 miliardi di euro per qualificare l'offerta di servizi. L'obiettivo dichiarato è quello di costruire un modello collaborativo più solido tra il servizio sanitario pubblico e il privato accreditato. "La Giunta ha fissato un quadro programmatico e finanziario certo per consentire alle aziende sanitarie e alle strutture convenzionate di agire in uno spirito di chiarezza e di collaborazione", si legge nella delibera, auspicando che prevalga "il senso delle istituzioni e che tutti i soggetti coinvolti operino ispirandosi a criteri di etica pubblica, nell'interesse esclusivo dei cittadini".
Alle aziende sanitarie locali spetta ora il compito di dare esecuzione concreta a queste linee guida, stipulando le convenzioni e monitorando costantemente l'erogazione delle prestazioni. In questo modo, si cerca di corrispondere in maniera più efficace ed efficiente ai fabbisogni di salute delle comunità lucane, riducendo le disparità territoriali e garantendo a tutti l'accesso a cure riabilitative e specialistiche di qualità.


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