News | 02 gennaio 2026, 19:27

Sicurezza sul lavoro, sparisce l'equivoco dei 60 giorni.Ora la formazione è obbligatoria prima di iniziare

Il nuovo Accordo Stato-Regioni 2025 cancella il riferimento temporale che per anni ha generato fraintendimenti. Ai datori di lavoro il compito di formare i dipendenti prima dell'inizio dell'attività, senza più scadenze estensive. Gli esperti: "Passaggio epocale per la prevenzione".

Sicurezza sul lavoro, sparisce l'equivoco dei 60 giorni.Ora la formazione è obbligatoria prima di iniziare

Roma– Un cambio di paradigma che mette fine a quattordici anni di ambiguità e rafforza la cultura della prevenzione nei luoghi di lavoro. Con l'entrata in vigore del nuovo Accordo Stato-Regioni del 2025, scompare definitivamente il riferimento ai "60 giorni dall'assunzione" per la formazione generale sulla sicurezza, una scadenza che per oltre un decennio è stata fonte di gravi incomprensioni e, troppo spesso, di comportamenti a rischio. La nuova norma, infatti, stabilisce in modo inequivocabile che il percorso formativo deve essere completato prima che il lavoratore inizi a svolgere le proprie mansioni, eliminando qualsiasi spazio per interpretazioni permissive.

L'Accordo del 2011, pietra miliare nella regolamentazione della formazione obbligatoria per i neoassunti, conteneva un'espressione che si è rivelata un'arma a doppio taglio: il percorso andava completato "entro e non oltre 60 giorni dall'assunzione". Questa formulazione, pur non autorizzando mai l'impiego di personale non formato, è stata frequentemente fraintesa da molte aziende come un "periodo di grazia", durante il quale era lecito far operare i nuovi dipendenti in attesa di programmare i corsi. Una lettura errata, ma diffusa, che ha di fatto indebolito il principio cardine della prevenzione, esponendo i lavoratori a potenziali pericoli proprio nelle fasi più delicate del loro inserimento.

«L'equivoco era pericoloso e radicato», spiega un esperto giuridico in materia di sicurezza sul lavoro. «Molti datori di lavoro interpretavano quei 60 giorni come un termine entro cui avviare o completare la formazione, non come l'ultimo giorno utile per averla già terminata. In pratica, si è creata una zona grigia in cui operai, impiegati e addetti venivano messi al lavoro senza le nozioni fondamentali per proteggere sé stessi e gli altri. Il nuovo Accordo taglia corto: niente attività prima del via libera formativo. È un passaggio epocale».

La modifica, attesa da tempo da sindacati, professionisti della sicurezza e dagli stessi organi di vigilanza, non introduce un obbligo nuovo, ma restituisce chiarezza e forza a un principio già esistente. Il messaggio per le aziende di ogni dimensione e settore è chiarissimo: la formazione non è un adempimento burocratico da schedulare, ma un prerequisito imprescindibile per l'operatività. Non esistono più "finestre temporali" che possano giustificare l'impiego di personale sprovvisto del necessario bagaglio di conoscenze sui rischi generali e specifici del proprio ruolo.

Le implicazioni pratiche per il sistema delle imprese sono significative. Le aziende dovranno necessariamente riorganizzare i processi di onboarding, anticipando la pianificazione dei corsi e integrandoli a pieno titolo nelle procedure di assunzione. Per i datori di lavoro, questo rappresenta anche un'opportunità per rivedere e qualificare l'intero approccio alla sicurezza, facendone un valore condiviso fin dal primo giorno. Per i lavoratori, si traduce in una tutela più solida e immediata, che cancella il periodo di vulnerabilità legato all'ingresso in un nuovo ambiente di lavoro.

L'auspicio degli addetti ai lavori è che questa chiarezza normativa, abbinata a una vigilanza attenta, contribuisca a innalzare ulteriormente gli standard di sicurezza, riducendo gli infortuni, specialmente quelli che avvengono nei primi mesi di impiego. Dopo anni di equivoci, la regola è ora cristallina: prima si impara, poi si opera. La sicurezza non aspetta.

Redazione