Ogni anno 200 milioni di tonnellate di merci attraversano le Alpi su strada e ferrovia, lungo le principali direttrici che collegano l'Italia ai mercati europei. Il loro valore
rappresenta il 90% di quello complessivo prodotto dall’interscambio commerciale italiano con i Paesi dell'Unione europea, che nel 2025 ha raggiunto i 665 miliardi di euro, salendo a 750 miliardi considerando anche Regno Unito e Svizzera. Le situazioni di crisi del sistema dei valichi alpini, con interruzioni o limitazioni della circolazione anche su più collegamenti contemporaneamente, arrivano a provocare danni economici fino a 1,5 miliardi di euro l’anno.
È da questi dati e dalla consapevolezza dei rischi per l'economia nazionale che nasce lo studio “Analisi di resilienza del sistema dei valichi alpini”, commissionato da Unioncamere alla propria società in house Uniontrasporti e presentato oggi, 4 novembre, alla Camera dei Deputati. Perché – come ha ricordato il presidente di Unioncamere, Andrea Prete: “Il sistema dei valichi alpini rappresenta molto più di una rete di infrastrutture di trasporto: è la spina dorsale logistica dell'integrazione economica europea, dalla cui efficienza dipende una parte fondamentale della competitività del sistema produttivo italiano. Una competitività che Unioncamere ha l’obiettivo di tutelare e accrescere, consapevoli che ogni interruzione, limitazione o rallentamento dei collegamenti stradali e ferroviari transalpini – ha concluso Prete - si traduce in maggiori costi per le imprese, ritardi nelle consegne e perdita di affidabilità delle catene di approvvigionamento”.




